Ogni giorno – David Levithan

22 Lug

david levithan ogni giornoTitolo: Ogni giorno

Autore: David Levithan

Editore: Rizzoli

Prezzo: 15,00 € (cartaceo), 9,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile: per la prima volta innamorato, A cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quello che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona, anche se in un corpo diverso. Rhiannon s’innamora a sua volta dell’anima di A, ma dimenticare il suo involucro è difficile, e pian piano la relazione con i mille volti di A si fa più delicata di un vetro sottile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, inizia a lasciare nelle esistenze quotidiane tracce e strascichi del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge… (Dalla quarta di copertina)

Recensione: Se avessi un limite di venti parole per descrivere questo libro, lo definirei semplicemente uno dei romanzi più belli, profondi e soprattutto originali che abbia letto. Ogni giorno è meraviglioso, geniale, pieno di spunti di riflessione pur senza essere pesante. L’idea di base mi ha incuriosita a tal punto da procurarmene una copia poco dopo l’uscita e non me ne sono affatto pentita, è uno di quei romanzi che ho letto in un giorno senza riuscire a staccarmene. Il libro non è diviso in capitoli, ma in giorni e ogni volta il personaggio si ritrova in un corpo diverso, con tutto ciò che ne consegue. Uno dei motivi per cui non riuscivo ad abbandonare la lettura è proprio la scelta di dividere il romanzo in giornate: morivo dalla voglia di scoprire chi sarebbe stato il protagonista l’indomani.

Lo stile dell’autore è decisamente sopra la media: la prima persona è difficile da gestire, perché spesso si cade nel trabocchetto dell’infodump, ovvero si finisce per dare informazioni in maniera forzata, diciamo così. Invece Levithan scrive in maniera eccelsa, si viene catapultati nella storia senza sentire quasi mai la mano dell’autore. Un difetto non imputabile né all’autore, né ai traduttori né a nessun altro è il seguente: il protagonista ammette di non sentirsi né maschio né femmina, tuttavia parla di sé al maschile. Purtroppo, in italiano non si poteva evitare questo problemino, anche se stona un po’ con il personaggio.

C’è poi un altro difetto, questa volta imputabile proprio all’autore: come ho già detto prima il libro è ricchissimo di spunti di riflessione e Levithan cerca di trasmettere molti messaggi positivi, come la tolleranza nei confronti di ogni tipo di amore, tuttavia a volte ho sentito un po’ troppo la mano dell’autore che sembrava dirmi “ehi, lettore, l’omofobia è una brutta cosa” e così via. Sono messaggi meravigliosi che assolutamente non contesto e che condivido completamente, ciò su cui ho da ridire è solo la tecnica narrativa. Si tratta di un difetto di poco conto, il libro resta comunque splendido ed è uno di quei rari testi che consiglierei a chiunque.

Lake

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