Gabriel’s Inferno, Tentazione e castigo – Sylvain Reynard

19 Ago

Titolo: Gabriel’s Inferno – Tentazione e castigo

Autore: Sylvain Reynard

Editore: Nord

Prezzo: 15,99 € (cartaceo) 11,99 € (ebook)

Voto: 

Trama: Gabriel e Julia sono due anime inquiete. Per lui, qualsiasi trasgressione è lecita, qualsiasi donna è una preda. Tuttavia niente è in grado di placare i demoni del suo passato e la felicità è un sogno irrealizzabile. Perché quella del professore universitario di successo – un’indiscussa autorità negli studi danteschi – è solo una maschera dietro la quale si nasconde uno spirito tormentato. Come Dante, anche Gabriel è circondato da una selva di ricordi e di peccati inconfessabili.
Per Julia, la vita è sempre stata una strada in salita, segnata dalla perdita delle persone che amava e da una relazione sbagliata. Eppure adesso lei ha l’occasione di ricominciare da capo e di dedicarsi allo studio di Dante sotto la guida del celebre – e temuto – professor Gabriel Emerson.
E il loro incontro cambierà tutto. Negli occhi di quell’uomo, profondi e pericolosi come il mare in tempesta, Julia percepisce una disperata richiesta d’aiuto. Negli occhi di quella studentessa, luminosi e puri come quelli di un angelo, Gabriel intravede una promessa di redenzione. Ma lei sarà in grado di guidarlo lungo la «diritta via»? E lui riuscirà a dominare il proprio lato oscuro per abbandonarsi tra le braccia della sua Beatrice? (Dal sito dell’editore)

Recensione: Come avevo accennato nell’Anteprima#5, questa sarà una recensione “tormentata”. Il fatto è che il romanzo prende e anche quando si storce il naso per alcune cosette che fra poco vi dirò, si ha il desiderio di continuare a leggere per capire cosa si nasconde dietro al personaggio di Gabriel. Partiamo dalle mie critiche negative, allora.

Diciamo che, dal punto di vista stilistico, abbiamo una scrittura semplice e scorrevole. Si legge bene, ecco. Il testo però è ricco, molto ricco, di citazioni. Ora, so benissimo che l’autore ha deciso di creare un’associazione forte tra il suo romanzo, o meglio tra i suoi protagonisti e Dante e Beatrice, e so benissimo che entrambi studiano Dante e conoscono probabilmente l’intera Divina Commedia a memoria e magari anche in italiano. Ma. E sì, c’è un “ma”. Possibile che ogni due pagine devo leggere una battuta tratta dalla grande opera di Alighieri? E se non è la sua, allora sarà qualche poesia o testo di altri autori. A questo punto inizio io stessa a tormentarmi. Da una parte è bello leggere alcune citazioni, a volte sono azzeccatissime nel contesto. Dall’altra, come sempre, il troppo stroppia, almeno secondo me. Chiudo un’occhio e prendo per buone solo quelle che ritengo fossero necessarie.

Passo oltre. Come ho detto poco più sopra, la scrittura è semplice e scorrevole. Ma. E sì, eccone un altro. Ma possibile che gli aggettivi che descrivono al meglio Gabriel e Julia siano “bellissimo” per lui e “bellissima” per lei? E che questi vengano ripetuti in continuazione? Sì, lo è. Non posso chiudere un occhio qua, però, mi dispiace.

Andiamo avanti. Ora arriva un piccolo spoiler, credo non sia niente di grave, visto che viene rivelato piuttosto presto nel libro, ma devo svelarlo per poter poi spiegare il motivo del prossimo punto che critico. Julia è vergine. Tutte le altre nel romanzo no. Julia è bellissima (ma va?) e delicata, da trattare come una principessa, da non ferire, una persona di cui prendersi cura, e così via. E tutte le altre? Beh, tutte le altre (tranne Rachel, ovviamente) vanno a letto con Gabriel solo per una notte di divertimento. L’autore non lo dice espressamente, ma da come ne fa parlare Gabriel e anche Julia, è chiaro che siano delle… poco di buono, almeno secondo i protagonisti. Insomma, Gabriel si è divertito e Julia non capisce come possano fare una cosa del genere, a quanto ne ho capito. Evviva, torniamo indietro nel tempo! Torniamo a quando una donna per essere amata da un uomo doveva dimostrare di essere pura. NO. Eppure anche questo punto mi tormenta. Il fatto che la verginità venga premiata forse dà anche un messaggio importante alle giovani ragazze: non bisogna vergognarsi di essere vergini, nemmeno al giorno d’oggi, quando appunto a essere schernite sono le ragazze che aspettano l’uomo giusto per fare l’amore. Ed è bello poter fare capire questa cosa ai giovani. Resto comunque dell’opinione che il messaggio che prevale purtroppo è quello che a me non piace. Ci sono modi e modi di valorizzare la verginità della protagonista. Il peggiore è idealizzarlo a scapito delle donne che invece non sono più vergini e decidono di fare sesso con un uomo, anche solo per divertirsi. Non mi è piaciuto.

L’ultimo punto è assolutamente questione di gusti personali. Il romanzo a tratti è melenso e zuccheroso da far venire la carie. Va bene così, però. A me non piace molto questa scelta, ma sono sicura che tante altre apprezzeranno invece.

E ora il punto forte, quello che mi ha tenuta legata al libro fino a quando non l’ho finito di leggere. Gabriel. È lui il vero protagonista. Un personaggio tormentato dal suo passato, duro verso gli altri, ma ancora più severo verso se stesso. Il suo dolore lo si percepisce sempre, durante tutto il libro. Anche all’inizio, quando si comporta come una persona spregevole. Ho adorato Gabriel. E non per la sua bellezza, ma per tutto il travaglio interiore che lo perseguita. Per il suo autopunirsi, per il suo negarsi la felicità perché pensa di non meritarla. Questo personaggio, da solo, vale la pena di leggere l’intero romanzo. E quando infine i suoi segreti vengono rivelati, tutto diventa chiaro, e si prova molta empatia nei suoi confronti. Direte, certo che è Gabriel il vero protagonista di questo romanzo, basta leggere il titolo. Il narratore usato, però, è l’onnisciente, ossia da lettori riusciamo a entrare nei pensieri del personaggio che parla al momento, ma posso dire che nella maggior parte dei casi ci ritroviamo nella testa di Julia. Ecco perché affermo che il vero protagonista sia Gabriel e non lei.

Il personaggio di Julia, invece, mi ha intenerita in alcuni casi, fatta innervosire in altri. È il bene in persona. È un angelo. Solo che io non credo nella suddivisione in bianco e nero, bene e male, ma vedo tante sfumature di grigio (e non mi sto riferendo a un altro romanzo!). Non mi ha convinta nemmeno la sua tragedia. Trattata in modo molto superficiale e con un attentato nei sui confronti –  di cui non vi parlo per non spoilerare – evidentemente messo là per portare il romanzo alla conclusione desiderata (nel momento in cui Gabriel le racconta tutto, per essere più precisi).

Gli altri personaggi, tranne Rachel, sono solo ombre di passaggio. È molto più presente il fantasma di Grace che tutti gli altri ancora vivi. Anche Paul, che sembra all’inizio avere carattere, alla fine svanisce nel mezzo dei tormenti dei protagonisti, fino a quando il lettore non se ne dimentica del tutto, per poi tornare a chiedersi a un certo punto “ma Paul che fine ha fatto?”

Mi sento di dare a questo romanzo tre stelline. Ho detto che sarebbe stata una recensione tormentata, e ho dovuto aspettare un paio di giorni prima di scriverla. Ci ho riflettuto su, ma le mie impressioni non sono cambiate.

Red

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