Archivio | settembre, 2013

Il donatore, La rivincita, Il messaggero, Il figlio – Lois Lowry

30 Set

the giver il donatore lois lowryTitolo: The Giver – Il donatore, La rivincita – Gathering blue, Il messaggero, Il figlio

Autore: Lois Lowry

Editore: Giunti Y

Prezzo: 9,90 € l’uno a parte Il messaggero (14,50 €)

Recensione: In via del tutto eccezionale, ho deciso di non usare le stelline per la recensione di questa saga, per due motivi: in primis, la valutazione di una serie non può a parer mio limitarsi a una semplice media matematica, perché non tutti i voti hanno lo stesso peso. Vi faccio un esempio teorico: supponiamo che i primi due libri di una serie siano splendidi e che l’ultimo sia pessimo, in quel caso una conclusione tremenda potrebbe abbassare ulteriormente il voto, rispetto alla media delle singole valutazioni.

In questo caso, però, non sarei in grado neppure di dare un voto ai singoli libri, eccezion fatta per il primo. Mai prima d’ora sono stata così confusa sul voto da dare.

Il primo volume, Il donatore, è semplicemente splendido. Il protagonista, ragazzino di dodici anni, vive in una società distopica che ho trovato piuttosto originale e ben costruita, anche se non approfondita. Il romanzo ha una profondità difficile da trovare, è uno di quei testi che insegnano qualcosa in maniera non forzata, perché il valore degli insegnamenti è abbinato a una storia avvincente. Il donatore è l’unico che non mi lascia dubbi sul voto: cinque stelline. Splendido.

La rivincita è invece quello su cui ho avuto più dubbi: la storia è piacevole e ha delle trovate originali, come quella dei nomi, ma dall’inizio alla fine ci si chiede “Ok, ma che c’entra questo libro con il precedente?”. Inoltre si cominciano a notare due difetti ricorrenti dell’autrice: il moralismo che intride le pagine e la tendenza a indugiare su parti di poco conto per poi essere più sbrigativa in punti che avrebbero richiesto maggiori approfondimenti. La rivincita è quindi un libro carino, ma non molto di più, sinceramente. Se fosse stato un romanzo a sé stante, il voto sarebbe stato piuttosto alto. Il problema è che è il secondo volume di una serie, e con il precedente c’entra poco e niente.

Senza rivelarvi troppo ne Il messaggero si ritrovano alcune vecchie conoscenze, lo stacco è quindi meno netto rispetto a quello tra il primo e il secondo volume. Rispetto a La rivincita ho trovato la storia molto più intrigante, anche perché mi sono sentita meno disorientata. Di negativo, senza alcun dubbio, c’è un moralismo ancora più marcato che mi ha lasciata estremamente perplessa in alcuni punti.

Ne Il figlio si ritorna – alleluia! – alla società del primo romanzo. Il libro è infatti diviso in tre parti nette. La prima parte mi è quindi piaciuta in particolar modo per via del ritorno alla distopia. La seconda è piena di difetti, invece. Tanto per cominciare, è tanto tanto lenta. Insomma, per non so quante pagine non succede niente di rilevante. Poi per fortuna alla fine si riprende un po’.

Quanto alla terza parte… Mah, non saprei. L’ho trovata molto sbrigativa, soprattutto nel finale. Però non è neanche pessima.

Preciso una cosa: per me, questa saga non è per bambini, né per ragazzini. Vengono trattate e accennate una serie di tematiche a parer mio più adatte agli adulti. Ne Il figlio, in particolare, si fa riferimento addirittura (e in una singola frase) a pedofilia, violenza sessuale e violenza domestica. Non dico che un bambino non possa capire determinate cose, credo però che dovendo identificare un target ideale della saga, la consiglierei agli adulti.

Ma veniamo al difetto che mi ha fatto storcere il naso dal secondo al quarto libro, lo metto pure in grassetto per evidenziare il concetto: non doveva essere una saga distopica?
Il donatore è un romanzo decisamente distopico e gli elementi fantasy sono estremamente ridotti. Dal secondo in poi la distopia scompare e prevale il fantasy. A me sta anche bene leggere una saga fantasy, adoro il genere, ma mi aspettavo una saga distopica! Invece, nel secondo, terzo e quarto (soprattutto nel quarto) la parte fantasy è marcatissima e quella distopica inesistente. Ho trovato molto approssimativo anche il world building, ci sono una serie di mini-società più adatte a un fantasy che a un distopico (come invece era quella de Il donatore), ognuno ignora l’esistenza degli altri nonostante siano sufficienti un po’ di ore a piedi.

Insomma, la saga mi è piaciuta sotto alcuni aspetti, mi ha delusa molto sotto altri. È uno di quei rarissimi casi in cui mi pento di non aver letto qualche recensione prima dei romanzi, in questo modo avrei saputo di dovermi aspettare un tale sbalzo in fatto di generi.

In definitiva: la consiglio? Mah, alla fine sì, però secondo me è importante sapere che la distopia poi scompare per lasciare il posto al fantasy. Resta una saga carina con un primo volume splendido (potete anche limitarvi a leggere solo quello vedendolo come autoconclusivo), si legge molto in fretta.

Lake

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Un turbine d’amore – M. D. Grimm

26 Set

Titolo: Un turbine d’amore – I Mutaforma, Volume Secondo

Autore: M. D. Grimm

Editore: Dreamspinner Press

Prezzo: 3,99 $ (ebook)

Voto: 

Trama: Ryan e Caleb sono diventati amici mentre quest’ultimo gli insegnava a diventare umano. Nato come un toro di nome Turbine, Ryan è un mutaforma ed è stato comprato dalla madre di Caleb, che voleva proteggerlo – proprio come lo stesso Caleb. Il periodo trascorso assieme ha dato loro modo di approfondire i propri sentimenti… e li ha convinti a dare il via a una relazione. Ma quando Ryan viene rapito, Caleb si vede costretto a contattare l’Agenzia – un’organizzazione che protegge i mutaforma – perché la loro nuova vita insieme non finisca proprio sul nascere. (Dal sito dell’editore)

Recensione: Questo è il secondo volume de „I mutaforma“ di M. D. Grimm e devo dire che rispetto a Stregati, che ho recensito qui, abbiamo una storia un po’ più movimentata e soprattutto più originale. Il mutaforma Ryan è un incrocio fra un mutaforma taurino e una mucca, è nato in forma di toro e come tale ha vissuto a lungo, partecipando ai rodei e vincendo senza troppe difficoltà per via della sua intelligenza umana.

Anche questo romanzo della serie è breve – conta solo 95 pagine – ed è strutturato in modo che la storia risulti più interessante. Si apre infatti con il presente, in cui conosciamo Ryan e Caleb, il lavoro che svolgono e gli ultimi sviluppi della loro relazione. Poi si passa con un flashback abbastanza lungo al passato, e M. D. Grimm ci mette a conoscenza di come Turbine sia arrivato al ranch di un Caleb ancora adolescente, di come questi si sia affezionato al nuovo toro e di come sia nata la loro amicizia. Infine si ritorna al presente e si parte con l’azione vera e propria. La scelta dell’autrice di usare questa tecnica narrativa la trovo molto buona, è riuscita a tenere sveglio l’interesse del lettore, in questo caso il mio, e a far risultare credibile la storia d’amore fra i due protagonisti.
Anche questa volta devo ammettere, però, che il personaggio che più mi ha intrigata è Poe, che ha fatto la sua apparizione ed è rimasto più a lungo rispetto al primo volume, finalmente lasciando capire al lettore qualcosa in più sulla sua personalità e il suo modo d’agire e di pensare. Che dire? Continua a essere il mio preferito e spero proprio di poter leggere la sua storia nel prossimo volume. In più sono comparsi nuovi personaggi che promettono bene.
In generale, come per Stregati, consiglio questo libro per una leggera e piacevole lettura.

Red

La lunga marcia – Stephen King

23 Set

la lunga marcia stephen kingTitolo: La lunga marcia

Autore: Stephen king

Editore: Sperling & Kupfer

Prezzo: 9,90 € (cartaceo)

Voto: 

Trama: Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King poteva concepire. (Dal sito dell’editore)

Recensione: Avevo delle grandi, grandissime aspettative nei confronti di questo libro. Adoro King e adoro le distopie, quindi l’accoppiata King e distopia si preannunciava fenomenale. La lettura mi ha soddisfatta, sì, ma non fino in fondo. Vediamo perché.

Dal lato dello stile, massimo dei voti e nulla da eccepire. King ci trascina lì con i partecipanti, mi è sembrato di marciare con loro per tutto il tempo. Ho sofferto con loro, mi sono stancata con loro, sapendo che ne sarebbe sopravvissuto soltanto uno, che tutti i personaggi a cui mi stavo lentamente affezionando non sarebbero arrivati fino alla fine.
La scrittura di King è sempre eccelsa, con una certa crudezza ci porta a vivere le storie mostrandoci anche i dettagli più scabrosi.

Ci sono però due cose che mi hanno lasciato l’amaro in bocca; per prima cosa, al contrario degli Hunger Games, per esempio, la lunga marcia non è obbligatoria: chi si iscrive, lo fa liberamente. Se l’iscrizione è volontaria, quindi, credo che siano necessarie delle fortissime motivazioni alla base. Anzi, più che fortissime. Perché si tratta di tanti ragazzi che scelgono di andare incontro alla morte quasi certa, come se fossero privi dell’istinto di autoconservazione. E non si tratta neppure di poveri disgraziati senza alcun motivo per cui vivere: il protagonista ha una fidanzata e altri hanno addirittura moglie e figli. Si tratta di un particolare che non mi ha rovinato la lettura, ma comunque mi ha fatto storcere il naso.

Quanto al secondo problema… be’, il finale mi ha proprio lasciata insoddisfatta. Troppo criptico per i miei gusti. Non è detto che ad altri non possa piacere, ma per quanto mi riguarda mi sono sentita vagamente delusa.

Nonostante i problemini citati in precedenza, resta un libro che consiglio vivamente. King scrive talmente bene da far passare in secondo piano certe pecche.

Lake

The Scar – Erin E. Keller

19 Set

the scar erin kellerTitolo: The Scar

Autore: Erin E. Keller

Editore: Triskell Edizioni

Prezzo: GRATIS, scaricabile qui

Voto:


Trama: Non ho mai pensato di essere bello. Nemmeno prima dell’incidente. Ma ora… ora non riesco nemmeno a guardarmi allo specchio.
I miei amici dicono che non è un grosso problema, è solo una cicatrice. È vero, lo è, ma mi ha cambiato in modo permanente. C’è questa lunga linea rosa sul mio zigomo che termina sopra il labbro superiore e a me sembra una dannata autostrada.
Mi sono fatto crescere i capelli in modo che possano coprirmi parzialmente il viso, ma quello sfregio è ancora troppo evidente. Ogni volta che qualcuno mi guarda, mi auguro che i miei occhi possano distrarlo dal mio viso deturpato.

Ryan ha una cicatrice sul viso che, lui crede, lo rende sgradevole all’occhio umano.
Ma ci sono persone che non si fermano all’apparenza. Ci sono persone che riescono a trovare la bellezza in ognuno. Ci sono persone che amano far sorridere la gente. Ci sono persone come Sean, che non si fanno scoraggiare dall’esteriorità e dagli aculei del riccio in cui si è chiuso Ryan.

Recensione: Più pubblicazioni leggo di Triskell Edizioni, più mi piace la casa editrice. Nei confronti di The Scar non avevo particolari aspettative, solo dopo ho scoperto che ci sono recensioni molto positive sul sito. Be’, è stata proprio una piacevolissima sorpresa.

Di Erin E. Keller ho già letto Jerry è meglio, già recensito dalla mia collega di blog, e mi era piaciuto moltissimo. Se l’avessi recensito io, credo che avrei dato lo stesso voto, forse mezza stellina in meno. Ma non si sta parlando di Jerry è meglio, no? Quindi torniamo a The Scar.

La trama è abbastanza semplice, ma i punti di forza della Keller sono i personaggi e i dialoghi, senza alcun dubbio. Il talento dell’autrice sta proprio nel rendere divertenti e brillanti anche storie che di per sé non presentano particolari novità.

I personaggi, seppur in così poco spazio, sono molto credibili e realistici. Nonostante lo spazio sia così poco, ci si affeziona molto a loro. Ho trovato Ryan un po’ troppo ragazzino rispetto all’età che ha, ma si tratta di qualcosa che non mi ha dato molto fastidio, ed è comunque l’unico difetto che ho trovato. Lui e Sean formano un bel duo e i dialoghi sono davvero credibili. Cavolo, magari vi sembrerà un’esagerazione, ma credo che tra tutti i dialoghi che ho letto in vita mia, quelli della Keller mi abbiano colpita come pochi altri. Non parlo solo di quelli tra Sean e Ryan.

L’autrice, inoltre, è proprio brava a usare la regola dello show don’t tell: invece di raccontarci qualcosa sui personaggi, ce li fa conoscere in poco spazio (il mio lettore mi dava 82 pagine, in una recensione ho letto che erano molte meno, ma comunque non è un romanzo) grazie agli scambi di battute che rivelano molto sul loro carattere.

Se vi piacciono i romance M/M, non potete proprio perdervi questo racconto adorabile. È gratuito ed è bellissimo. E chissà che non vi venga voglia di leggere anche Jerry è meglio…

Lake


I vampiri di “Io sono leggenda” vs. quelli de “Il battello del delirio”

18 Set

In questo articolo cercherò di mettere a confronto le spiegazioni scientifiche sulla natura dei vampiri che Matheson e Martin ci raccontano nei rispettivi romanzi.

Partiamo da Matheson e dal suo Io sono leggenda, libro che come potrete leggere nella mia recensione, ho consigliato vivamente e a cui ho dato ben quattro stelline e mezza. Le stelline Matheson se le è meritate per la trama originialissima e per l’avvicendarsi degli episodi d’azione ai momenti in cui Neville si ferma a riflettere, a studiare, a cercare di dare un senso alla propria esistenza, visto che di vita non si può parlare. Ma veniamo alla spiegazione delle origini dei vampiri nel suo romanzo. Da dove vengono? Come hanno iniziato a esistere? Matheson riconduce tutto a un’epidemia. Al giorno d’oggi forse non sembrerà un’idea originale, ma nel 1954 era qualcosa di nuovo in questo genere di letteratura.

Matheson ci fa investigare le origini dell’epidemia attraverso gli studi di Neville. Sfogliamo le pagine, leggiamo i pezzi più interessanti, studiamo con lui. E pian piano scopriamo da cosa deriva quest’epidemia. La colpa è di un batterio che si propaga attraverso delle spore trascinate in tutto il mondo dalle tempeste di sabbia che di tanto in tanto lo invadono. Il batterio vive in simbiosi con l’essere umano e ha bisogno di sangue per continuare a vivere. Prima o poi il corpo del suo ospite muore e il batterio continua a vivere ed eccoci spiegata l’esistenza dei vampiri non-morti, o meglio vampiri morti, come vengono definiti nel romanzo. Matheson arriva a spiegarci anche perché l’uso del paletto uccide i vampiri. Attraveso la perforazione del cuore, i batteri vengono a contatto con l’aria e da simbionti anaerobici si trasformano in parassiti aerobici, consumano rapidamente il corpo dell’ospite e fanno sì che di esso non resti che polvere.

Ma non tutti i vampiri sono morti. Ci sono i vampiri vivi. Vampiri che ancora non sono stati consumati dal batterio. E Matheson ci spiega come questi siano riusciti a loro volta a fare ricerche fino a trovare la combinazione giusta di sostanze che, ingerite in forma di pillole, riescono a tenere a bada l’evolversi della malattia.

Matheson non dimentica niente, ci spiega come l’aglio, la croce e gli specchi abbiano successo contro i vampiri, riconducendo tutto a una sorta di isteria dovuta alle leggende che gli umani si erano tramandati sul mito del vampiro.

Neville è uno dei pochi, e alla fine l’unico rimasto sulla terra, a essere immune a questa epidemia, per un motivo a lui stesso sconosciuto. E alla fine sarà lui la leggenda che i nuovi abitanti della terra temono per via della crudeltà con cui lui stesso ha ucciso i vampiri.

Ma passiamo al romanzo di George R. R. Martin, Il battello del delirio, pubblicato nel 1982. Potete leggere la mia recensione qui. Anche Martin cerca di dare una spiegazione scientifica all’esistenza dei vampiri. Non si tratta di un’epidemia, ma di un fatto del tutto naturale ed evoluzionistico. I vampiri altro non sono che una specie sempre esistita, che si è evoluta accanto alla nostra, ma che si è mantenuta al buio, soprattutto dopo essere stata sopraffatta in numero dagli umani che, capaci di riprodursi molto più facilmente dei vampiri, hanno preso il sopravvento sul pianeta. I vampiri di Martin non amano essere chiamati così, non hanno un nome se non Popolo della Notte, mentre gli umani sono definiti da loro come “bestiame”.  Joshua York, vampiro di nascita, non vuole continuare a bere sangue dagli umani, vuole poter convivere con loro. Per questo inizia a studiare le differenze fra il sangue e i corpi degli umani e dei vampiri. Si chiede perché quelli come lui debbano per forza bere sangue umano per restare in vita e da cosa derivi la loro Sete. Di questi studi il lettore vede poco, alcuni accenni a sostanze che mancano nel sangue dei vampiri e che possono essere assorbite ingerendo quello umano. Quali queste siano non si capisce bene, alcune vengono accennate, altre nemmeno nominate. York continua a sperimentare nuove combinazioni fino a trovare quella giusta. È così che lui riesce a tenere a bada la Sete.  Ed è così che inizia il suo viaggio per “convertire” tutti gli altri della sua specie. Ma non tutti vogliono essere convertiti, come per esempio Damon Julian.

La spiegazione scientifica non è molto ben descritta né spiegata. Ci si accontenta di quello che l’autore ci dice, ma devo ammettere che non mi ha soddisfatta pienamente. In più Martin fa una cosa che confonde il lettore. Mescola la scienza con la magia. Parla di vampiro dominante, in grado di soggiogare gli altri vampiri e perfino gli umani. Ci ritroviamo a pensare a un rapporto di un maschio alfa e i suoi sottomessi. Ma ci sono troppi poteri nei vampiri che ricordano il mito delle leggende, e il modo in cui gli altri si sottomettono ricorda quest’ultimo e non quello naturale di sottomissione all’alfa del branco. Allo stesso tempo, Martin ci regala un monologo lunghissimo di York che racconta tutta la sua storia, tutte le sue letture sul mito dei vampiri e che alla fine altro non fa che dimostrare, in modo anche piuttosto sfacciato, che Martin ha studiato prima di scrivere il suo romanzo. Non dico che sia una cosa sbagliata, ma quando il lettore si accorge di questa ostentazione, vuol dire che forse l’autore ha un po’ esagerato. Tutto ciò che sappiamo sui vampiri di Martin ci viene raccontato durante questo monologo. Il lettore si siede e legge la storia di York, senza sentirsi mai coinvolto in qualche modo.

Le quattro stelline e mezza che ho dato al romanzo di Martin sono state assegnate soprattutto per la sua bravura nelle descrizioni, per la trama che comunque prende molto e perché Il battello del delirio è davvero scritto bene. Non per la sua originalità, né per le sue ricerche sui vampiri.

In conclusione entrambi i romanzi hanno ricevuto lo stesso voto. Io sono leggenda per la sua originalità, per le sue spiegazioni scientifiche accurate e per le novità apportate al mondo dei vampiri. Il battello del delirio per la bravura dell’autore nel raccontare una storia avvincente, intrigante, per le descrizioni dei paesaggi e dei battelli che non annoiano mai, ma non per l’accuratezza delle spiegazioni scientifiche.

Due autori a confronto, due spiegazioni scientifiche a confronto, due romanzi che meritano di essere letti.

Red

Vincitore del Giveaway #1

16 Set

Prima di annunciare chi fra tutti i partecipanti si è aggiudicato una copia di Caccia a Seth, io e Lake vorremmo ringraziare la casa editrice Dreamspinner Press per aver messo a disposizione questo splendido romanzo. Grazie di cuore! Siamo molto contente di poter collaborare con voi 🙂

Questa è la lista dei partecipanti:

1 Sil
2 Cormix_Vale
3 Cormix_Vale
4 Cormix_Vale
5 Milù
6 Milù
7 Loredana Battista
8 Loredana Battista
9 Loredana Battista
10 Monica Serra
11 Monica Serra
12 Monica Serra
13 Denise Nicosia
14 Denise Nicosia
15 Denise Nicosia
16 Chicca Tamburrino
17 Chicca Tamburrino
18 Rosanna
19 Rosanna
20 Rosanna
21 Giuliana Leone
22 Giuliana Leone
23 Pierangela
24 Pierangela
25 Pierangela
26 Pierangela
27 Fiore di Neve
28 Fiore di Neve
29 Giorgia
30 Martina Sandei
31 Martina Sandei
32 Martina Sandei
33 serintage05
34 serintage06
35 serintage07
36 serintage08
37 Carla Antognoni
38 Carla Antognoni
39 Carla Antognoni
40 Carla Antognoni

Bene, e ora…

La vincitrice è:

Complimenti Chicca Tamburrino, hai vinto!

Ti invitiamo a scriverci in privato (su Facebook o via email) per chiarire come potrai ricevere il tuo premio.

Ci ha fatto molto piacere che abbiate partecipato in così tanti! Speriamo che continuiate a seguirci!

Grazie!

Red e Lake

Sfuggente – Kate Sherwood Recensione in ANTEPRIMA

16 Set

Titolo: Sfuggente

Autore: Kate Sherwood

Editore: Dreamspinner Press

Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Voto: 

Trama: Quinn Donahue va ogni volta con qualcuno di diverso, perciò quando Aaron Miller lo incontra in un bar gay di Vancouver, Aaron pensa di aver trovato il ragazzo giusto per perdere quell’indesiderata verginità. Quinn però ha apparentemente deciso di fare un’eccezione alla sua solita politica di letto. Sarà pure un impenitente esperto di avventure di una notte, ma non ha intenzione di deludere un ragazzo dolce come Aaron, dandogli una rovente notte, per poi lasciare le lenzuola mentre sono ancora calde.

Dopo che Quinn accetta il lavoro nella scuderia della famiglia di Aaron, Aaron scopre sia i demoni sia l’onestà che ispirano i frequenti rifiuti di Quinn e finisce per desiderarlo ancora di più. Ma Quinn ha deciso che Aaron non tornerà a casa con un uomo che non lo merita, così inizia a mandargli una serie di possibili candidati. Ci vorrà un forte atto di sacrificio per far capire ad Aaron cosa davvero tormenti Quinn e dovrà mantenere una salda presa sull’uomo dei suoi sogni per non lasciarselo sfuggire. (Dal sito dell’editore)

Recensione: Ho letto questo romanzo molto volentieri. Mi è piaciuto molto l’inizio, forte, d’impatto. Sherwood ci porta dentro la storia senza fare troppi giri, presentandoci subito i due protagonisti e svelando molto del loro stile di vita, in poche pagine, con battute dirette e scene coinvolgenti.

Ma andiamo con ordine. Il romanzo è scritto in terza persona, al passato. I due punti di vista attraverso i quali ci viene narrata la storia sono quelli di Quinn e Aaron. Questo ci dà modo di scoprire molto sui due personaggi principali, ma l’autrice è stata brava a gestirli tanto che anche quelli secondari sono ben descritti nei loro pregi e nei loro difetti e quindi non risultano meno importanti ai fini della trama. Il personaggio con più spessore è sicuramente Quinn, un uomo che ha alle spalle un passato terribile che non ci viene svelato fin quasi alla fine, ma i cui danni si riescono a intuire dal modo in cui si relaziona ad Aaron, e forse anche al mondo in generale.

Aaron è un personaggio dolcissimo, ma anche ostinato e quando si mette in testa una cosa, pur sentendosi a disagio o insicuro, va fino in fondo. Dei personaggi secondari ho apprezzato molto Wendy e Danny, molto ben descritto anche il carattere del padre di Aaron, che da una parte non si fa voler bene dai lettori, dall’altra ci si vuole mettere nei suoi panni e una volta fatto, si può capire il motivo delle sue azioni.

La storia prende fin da subito, catturando il lettore che si ritrova a volerne sapere sempre di più, a voler scoprire tutte quelle cose che ancora non sono chiare e soprattutto a tifare per Aaron e a sperare che Quinn la smetta di autopunirsi.

Ho solo un paio di punti negativi da segnalare. Il primo riguarda la forma: ci sono troppe ripetizioni, soprattutto a inizio romanzo. Il secondo riguarda la trama: verso la fine si scopre dove abita Quinn, e devo dire che è bella come idea, solo che cozza molto con quanto detto nelle pagine precedenti. Sarebbe stato il primo posto in cui cercare, eppure nessuno lo ha fatto. Di più a riguardo non posso dire perché non voglio svelarvi troppo e rovinarvi la lettura.

Sfuggente è sicuramente un romanzo che merita di essere letto, perché ha una bella storia che non si ferma al romanticismo, ma che parla anche di amicizia, fiducia, famiglia. Di sentirsi al sicuro e amati, di sentirsi all’altezza di una vita simile. Parla di responsabilità verso gli altri (la denuncia di uno stupratore), di voglia di avere la prima volta alle spalle e di consapevolezza che la prima volta dovrebbe essere con una persona che il mattino dopo ti prepara il caffé, e ti tiene la mano durante una passeggiata sulla spiaggia.

Il romanzo sarà disponibile a partire dal 17 settembre e lo potete acquistare qui.

Sicuramente consigliato!

Red

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