Il battello del delirio – George R. R. Martin

6 Set

Titolo: Il battello del delirio

Autore: George R. R. Martin

Editore: Gargoyle

Prezzo: 9,90 € (Gargoyle Pocket)

Voto: 

Trama: Fiume Mississippi, 1857: una serie di incidenti e la morsa del rigidissimo inverno hanno distrutto la flotta commerciale del burbero Capitano Abner Marsh. Senza assicurazione il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato, ma Joshua York, un facoltoso forestiero, è disposto a rilevare la metà delle quote della compagnia e a fornire il capitale per costruire il battello più lussuoso mai esistito. Due sole le condizioni poste dallo straniero: mai disturbare lui e i suoi amici durante il giorno e rispettare le eventuali deviazioni di rotta richieste. Il Fevre Dream nuovo gioiello del fiume, inizia così il suo viaggio, ma il Capitano diventa ogni giorno più sospettoso e decide di andare in fondo al mistero che avvolge il suo socio e…

Recensione: Parto direttamente con il dire che di George R. R. Martin ho letto solo questo libro. So che il libro è del 1982 e che Martin nel frattempo ha raffinato la sua tecnica narrativa. Aggiungo subito che ho adorato Il battello del delirio.

Ecco, dopo aver messo in chiaro queste cose, posso passare a fare la mia recensione. Ho deciso di strutturarla in modo un po’ diverso dal solito, questa volta. Vi dirò quello che mi ha colpita di più e quello che mi ha delusa di più. Poi passerò alla parte tecnica, ossia stile, personaggi, trama.

Trovo che Martin sia un ottimo scrittore, lo dimostra perfettamente in questo suo romanzo. L’ho capito appena ha iniziato a raccontare dei battelli a vapore, dei fiumi, delle città a cui approdavano i protagonisti e l’ho capito perché mai mi sarei potuta immaginare di appassionarmi a queste cose semplicemente leggendole in un libro. Non sono un’amante di descrizioni che durano pagine e pagine, ma credetemi, queste non vi annoieranno mai. Martin ha il potere e la capacità di trasportare il lettore in quei luoghi, farglieli vivere, non solo attraverso la vista, ma anche gli odori, le azioni dei personaggi e tutto il resto. L’autore è riuscito perfino a farmi desiderare di vincere la corsa contro il Southerner e a voler sfidare l’Eclipse.  Dieci e lode!

Quello che invece mi ha colpita di meno è stata la parte di trama riguardante i vampiri. I vampiri di Martin si rifanno al mito classico, cosa che io apprezzo molto in un romanzo, e quindi ho letto molto volentieri anche questa parte. Diciamo però che l’autore non riesce a darmi niente di nuovo. Pur essendo stato scritto nel 1982 (o almeno pubblicato in quell’anno) e quindi essendo io consapevole che allora non c’erano in giro tutti i romanzi sui vampiri come ce ne sono al giorno d’oggi, devo ammettere che mi ero aspettata qualcosa di più entusiasmante, di più originale. L’unico tratto nuovo inserito da Martin è che i vampiri non sono creature soprannaturali, ma fanno parte di una specie che si è evoluta accanto alla nostra. Tutta la parte scientifica a riguardo, però, è stata trattata con troppo leggerezza, secondo me. È chiaro cosa ci vuole dire Martin, e l’ho apprezzata molto come idea, ma avrei preferito qualche approfondimento in più su questo punto. Inoltre spesso Martin tende a mischiare la scienza con la magia, creando una sorta di confine flessibile fra l’una e l’altra. Ci è riuscito bene, devo dire, senza sbilanciarsi troppo da un lato o dall’altro, ma ovviamente ci si chiede dunque cosa siano e quali poteri abbiano per lui i suoi vampiri. In alcuni casi, Martin sembra quasi ostentare la sua documentazione riguardo questo grande mito e gli studi che gli sono stati dedicati.

Lo stile di Martin è accurato, le descrizioni sono perfette, lunghe sì, ma mai noiose perché l’autore riesce a catturare i piccoli dettagli della vita quotidiana delle persone di allora, oppure quelli più interessanti dei battelli a vapore, dei fiumi, delle città. Tutti i suoi personaggi sono rappresentati in maniera impeccabile, ognuno con i suoi pregi e difetti, tutti perfetti nelle loro imperfezioni. Quello che ho amato di più fra gli essere umani è stato Abner Marsh, fra i vampiri Damon Julian. York purtroppo mi ha delusa, avevo grandi aspettative nei suoi confronti e purtroppo non si sono avverate, ma non è colpa sua, è colpa di Martin che ha deciso di presentarcelo forte, intraprendente, coraggioso all’inizio, e di rivelarci, pian pianino, che in realtà non ha midollo, è un debole. Un sognatore che non lotta come dovrebbe. Ma questo ovviamente non può essere considerato un punto a sfavore del romanzo, al contrario, la personalità di York è resa molto bene.

Ci sarebbero tante altre cose che vorrei dire, ma finirei per scrivere pagine e pagine di recensione. Credo però di aver già dimostrato che questo romanzo mi ha presa, mi ha conquistata. E sebbene riconosca le sue pecche, non posso fare altro che pensare che in confronto ai pregi, siano meno importanti. Da qui il mio suggerimento: leggetelo! Non può mancare nella vostra libreria!

Red

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2 Risposte to “Il battello del delirio – George R. R. Martin”

  1. alepeluso 6 settembre 2013 a 16:45 #

    L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

Trackbacks/Pingbacks

  1. I vampiri di “Io sono leggenda” vs. quelli de “Il battello del delirio” | Sfogliastorie - 18 settembre 2013

    […] di George R. R. Martin, Il battello del delirio, pubblicato nel 1982. Potete leggere la mia recensione qui. Anche Martin cerca di dare una spiegazione scientifica all’esistenza dei vampiri. Non si […]

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