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Distopia portami via – Breve analisi delle distopie young adults

11 Set

Sono una di quelle – tante? Poche? – persone che hanno esultato quando è scoppiata la moda della distopia. Conoscevo e amavo già il genere e dal mio punto di vista “moda” significa “più titoli di quel genere disponibili”, il che è un’ottima cosa.

Negli ultimi anni, infatti, i romanzi distopici sono spuntati come funghi.
Passo quindi ad analizzare quelle che considero le cinque serie più famose.
Premetto una cosa: quando critico o elogio un libro, lo faccio sempre nel massimo rispetto dei gusti altrui. Posso elencare una serie di motivi per cui non ho gradito un determinato libro, ma ciò non vuol dire che chi invece l’ha apprezzato sia un cretino. Semplicemente, le stesse cose vengono percepite in maniera diversa e ci sono anche i gusti personali. Quindi, per quanto possa parlare in maniera accesa di un testo, il mio parere non vale certo più del vostro. Ci tengo a questa premessa, perché la mia analisi non ha la pretesa di essere oggettiva.

Hunger Games di Suzanne Collins (libri letti: 3/3)

Trama: Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c’è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Cosa ne penso: Come tutti saprete, questa è la serie che ha fatto scoppiare la moda. I più snob l’hanno definito senza neppure leggerlo come una copia di Battle Royale, probabilmente senza sapere che i giochi mortali non sono certo stati inventati da Takami. Le due opere sono molto diverse e destinate a pubblici diversi. Hunger Games mi ha entusiasmata come pochi altri romanzi in vita mia, ho trovato interessante questo libro sotto tutti i punti di vista: una trama magari non originalissima ma sviluppata in modo nuovo e complesso, personaggi validi, stile adeguato. Li ho divorati tutti e tre in pochi giorni.

Voto complessivo alla saga:

Divergent di Veronica Roth (libri letti: 2/3)

divergent veronica roth

Trama: Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza…

Cosa ne penso: Ho recensito Divergent qui. Tra le varie distopie che andrò a esaminare, Divergent è nettamente il più simile a Hunger Games. Non nel senso di scopiazzato, badate bene, perché l’ho trovato piuttosto originale. È simile come tipo di libro: i risvolti amorosi dipendono dal resto della trama e non viceversa, ha un ritmo incalzante e la protagonista si ritrova spesso in pericolo di vita. Come in Hunger Games, la narrazione è in prima persona al presente e la protagonista ha sedici anni.
Credo che si possano dividere le distopie young adults in due macrocategorie: quelle in cui prevale la parte romance e quelle in cui la parte romance è subordinata al resto della trama. Divergent rientra nettamente nella seconda categoria, ma credo che la storia d’amore tra Tris e Quattro sia una delle più riuscite e profonde, per quanto secondaria rispetto al resto.

Voto parziale:

Starters di Lissa Price (libri letti: 2/2)

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Trama: Los Angeles, tra qualche anno. Callie ha visto morire i suoi genitori quando una terribile pandemia globale ha decimato la popolazione tra i venti e i sessant’anni. Si ritrova così a lottare per la sopravvivenza in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, in cui gli adolescenti combattono per un futuro che non esiste più e gli anziani sognano un passato che non tornerà mai. Con lei, in questa battaglia disperata, solo il fratellino malato Tyler e l’amico di sempre Michael. Determinata a non arrendersi, Callie si rivolge alla Prime Destinations, un’ambigua società di Beverly Hills, che promette facili guadagni ai ragazzi rimasti soli, come lei. Callie sa che dietro la facciata di assoluta rispettabilità della Prime Destinations si nasconde un terribile segreto: la società affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di rivivere emozioni ormai dimenticate. Ma Callie ha bisogno di soldi e accetta. Firma un accordo con la Prime Destinations e si lascia impiantare un neurochip nella testa. Qualcosa però va storto. Callie si risveglia prima del previsto, nel bel mezzo di una vita che non le appartiene. Quella della donna che ha affittato il suo corpo. All’improvviso, è ricca, immensamente ricca. E felice. Possiede una casa in riva al mare, guida un’auto costosissima ed è fidanzata con l’affascinante nipote del senatore. A Callie sembra di vivere in un sogno. Almeno fino al momento in cui scopre di essere intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avrebbe mai immaginato…

Cosa ne penso: La trama di Starters non c’entra molto con Hunger Games. Anzi, hanno molto poco in comune. Eppure, è il libro che ho trovato più simile al “fratello”. Callie è troppo simile a Katniss: ci sono un fratellino a cui badare, personaggio abbastanza anonimo paragonabile alla Prim del primo libro della saga della Collins, un migliore amico storico con cui forse potrebbe esserci qualcosa, proprio come Gale, e soprattutto una ragazzina di cui non ricordo il nome che è la copia spudorata di Rue. Starters è la dimostrazione di come un libro possa essere simile pur avendo una trama completamente diversa. Anche in questo caso, la narrazione è al presente, in prima persona, e la protagonista ha sedici anni. Nonostante questi problemi che me l’hanno fatto sembrare troppo simile a Hunger Games, credo che il secondo libro migliori un po’.
Prima ho parlato di due macrocategorie, credo che Starters sia un ibrido: non è un libro adrenalinico come HG, ma non è neppure una storia in cui prevale la parte romance.

Voto complessivo alla saga:

Delirium di Lauren Oliver (libri letti: 1/3)

delirium lauren oliverDelirium, più di tutti gli altri, appartiene alla categoria dei distopici-prevalentemente-romance. Premetto una cosa: mi ha delusa. Non mi è piaciuto molto. Gli ho dato appena la sufficienza. L’idea dell’amore come malattia è stata sfruttata davvero male, secondo me: Lena accetta troppo in fretta di essere “malata” e c’è poco conflitto. La società è appena accennata e per essere un regime totalitario i cittadini sono troppo poco controllati, nel tempo libero fanno quello che vogliono senza particolari restrizioni (basta vedere il primo “appuntamento” di Lena e Alex: ok, lui è curato, ma lei no! Davvero la legge permette a una non curata di stare con ragazzi curati? Se proprio si vuole evitare il contagio non è più semplice vietare anche quello? No eh?). Insomma, la parte romance sovrasta tutto il resto. Sono molto critica nei confronti di questo libro, mi ha proprio delusa.
Quanto alla narrazione, indovinate un po’? Prima persona, presente. La protagonista ha diciassette anni.

Voto parziale:

 

Matched di Ally Condie (libri letti: 1/3)

matched ally condieAnche Matched è stato recensito, potete trovare la mia recensione qui. In questo libro, tutto gira intorno alla parte romance, ma è la dimostrazione di come ci si possa concentrare sulla parte amorosa senza trascurare il resto: tutto è studiato fin nei minimi dettagli, c’è quindi un ottimo world building, e la storia d’amore è tormentata come piace a me. Credo che la Condie abbia ottime basi storiche e letterarie, ho trovato diverse citazioni ad alcuni classici della letteratura (me le sarò sognate?) e la società è troppo simile ad alcuni regimi totalitari perché sia un caso.
Quanto al tipo di narrazione… Boh, mi sono stufata, è sempre quella. Prima persona. Presente. Diciassette anni.

Voto parziale:

 

L’escluso: The Selection di Kiera Cass (libri letti: 1/3)
Questo libro mi è piaciuto. Non vedo l’ora che esca il secondo, è stata una lettura leggera molto piacevole. Non ne ho parlato, però, perché non lo considero una distopia. Semplice.

E GLI ALTRI?

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I primi titoli che mi vengono in mente: Schegge di me, Unwind, Il giardino degli eterni. Non li ho letti, e non li leggerò. Questo perché troppo spesso le case editrici cominciano delle saghe per poi mollarle lì al loro destino se non hanno successo. La trovo una pratica estremamente scorretta nei confronti dei lettori che quei libri li hanno apprezzati. Suggerirei alle case editrici di risparmiare pubblicando solo i seguiti in ebook, in questo modo non rischierebbero di ritrovarsi i magazzini pieni di roba invenduta e i lettori sarebbero contenti. Da una parte trovo normale e comprensibile puntare sui testi di successo, dall’altra trovo una carognata nei confronti dei lettori il lasciare in sospeso una saga. In conclusione, se volete avvicinarvi al genere, evitate i libri pubblicati tre anni fa di cui non hanno tradotto il seguito, magari.

Lake

Insurgent – Veronica Roth

28 Ago

insurgent veronica rothTitolo: Insurgent

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Una scelta può cambiare il destino di una persona… o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l’orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei… Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.

Recensione: Dopo aver divorato Divergent in pochi giorni, ho sentito subito il bisogno di leggere Insurgent, sperando che non deludesse le mie aspettative, visto che il primo romanzo della saga mi era piaciuto da impazzire (potete trovare qui la mia recensione).

Insurgent è un romanzo piuttosto diverso dal primo della saga: in Divergent, i nemici di Tris erano tra gli intrepidi, che fossero istruttori o iniziati. Si era già vista Jeanine, sì, ma in maniera molto limitata, sebbene la sua presenza avesse gettato le basi per un buon seguito. Nel secondo romanzo, invece, la storia gira molto di più intorno ad alleanze e tradimenti politici, ma non immaginatevi per questo qualcosa di più noioso, non con una protagonista come Tris. Anzi, sebbene già Divergent fosse tutto fuorché noioso, in questo secondo capitolo non mancano i colpi di scena. Alcuni, in particolare, mi hanno fatto cadere la mascella a terra per lo stupore.

Quanto alla trama, purtroppo, ho trovato due plot hole che mi hanno lasciata alquanto perplessa. In una scena, a Tris – completamente paralizzata – vengono chiusi gli occhi, eppure la narrazione continua come se lei potesse vedere ogni cosa. Questo si nota da frasi un po’ forzate per una persona che non vede nulla, frasi molto più compatibili con chi ha una percezione completa. La seconda scena, invece, è la seguente: Tris e un altro personaggio hanno poco tempo, devono trovare una cosa e ci sono due porte. Cosa farebbero due persone intelligenti? Aprirebbero una porta, guarderebbero cosa c’è oltre (magari è uno sgabuzzino delle scope), poi aprirebbero l’altra. E invece no. I due si dividono ed entrano nelle stanze, subito, e la porta di Tris si chiude automaticamente alle sue spalle. Cavolo, Tris, prima di entrare dai almeno un’occhiata, invece di guardare solo dopo essere entrata!

Credo che la Roth sia migliorata. Nella prima recensione mi ero un po’ lamentata per i personaggi troppo bianchi o neri, troppo buoni o cattivi, senza vie di mezzo. In questo caso, invece, la personalità di tutti si fa più complessa, sfaccettata. Molte figure che erano rimaste in disparte senza essere caratterizzate acquistano carattere dando quindi profondità e complessità alla trama. Un personaggio che ho amato molto, per esempio, è senza dubbio Lynn.

Un pregio che avevo già notato nel primo e che ho notato ancora di più in Insurgent è il seguente: la Roth non si fa alcun problema a uccidere i propri personaggi qualora sia necessario, anche in modi piuttosto crudi. Non ci sono però descrizioni troppo violente, resta comunque un romanzo per young adults. È una qualità che apprezzo perché non si può mai avere la certezza che un determinato personaggio resti vivo fino alla fine.

L’autrice, però, a mio parere ha molteplici capacità: per esempio, sempre restando nel target, ho trovato molto sensuali alcune scene tra Tris e Quattro/Tobias. Inoltre, di questa cosa me ne sono accorta solo nel secondo romanzo, ma era così anche nel primo, lei scrive in cento pagine quello che altri scriverebbero in trenta, eppure tutto si può dire di lei, ma non che il suo stile sia lento e noioso, visto che non ci si annoia mai.

Un’ultima nota positiva nei confronti della De Agostini che ha creato una copertina double-face in grado di accontentare sia chi preferisce la versione originale, che chi preferisce quella nostrana. Io trovo molto più bella la versione italiana, e voi?

In conclusione, ho trovato questo capitolo mediamente all’altezza (un’altezza… molto alta XD) del primo, sotto alcuni aspetti migliore (uno su tutti i personaggi) sotto altri no (quelle due scene che mi hanno fatto storcere il naso). Non vedo l’ora che Allegiant arrivi in Italia, dopo due libri così belli credo proprio che non resterò delusa.

Lake

Anteprima #6

31 Lug

IN LETTURA

insurgent veronica rothInsurgent di Veronica Roth

Trama: Una scelta può cambiare il destino di una persona… o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l’orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei… Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.

Cosa ne penso per ora: Avevo amato da morire Divergent e non sapevo bene cosa aspettarmi. Per ora la lettura non mi sta deludendo, è senza dubbio un romanzo un po’ diverso rispetto al primo della saga, un po’ più incentrato su alleanze e tradimenti, ma non per questo meno interessante. Certi colpi di scena mi hanno fatto cadere la mascella per lo stupore.

DA RECENSIRE

colpa delle stelle john greenColpa delle stelle di John Green

Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato. (Dalla quarta di copertina)

Lo voglio recensire perché: L’ho appena finito e voglio dire la mia al riguardo. Questa volta non ci sono veri motivi, a parte quelli ovvi…

DA LEGGERE

Città di carta di John Green

Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l’ultima.

Lo voglio leggere perché: la trama mi sembrava interessante, poi ho letto l’incipit e mi è piaciuto tantissimo. Credo che John Green sia bravo a creare personaggi molto realistici, quindi penso che mi piacerà.

Lake

Divergent – Veronica Roth

23 Lug

divergent veronica rothTitolo: Divergent

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 9,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza… (Dalla quarta di copertina)

Recensione: Non sapevo bene cosa aspettarmi con la lettura di Divergent. Ne avevo sentito parlare molto, sia molto bene che molto male. Una parte di me temeva di trovarsi tra le mani una brutta copia di Hunger Games. Risultato? Credo che le stelline parlino da sole.

Ci sono libri che conquistano dalla prima pagina… Non è stato il caso di Divergent. Nelle prime pagine, a parer mio, l’autrice non ha affatto dato il meglio. L’inizio è un po’ lento, si vede Beatrice intenta a prepararsi per le valutazioni. È dalla cerimonia della scelta che il libro si fa particolarmente interessante: Beatrice ha presentato caratteristiche intermedie tra gli Intrepidi, gli Abneganti (fazione da cui proviene) e gli Eruditi, è quindi una Divergente, ma non lo sa e non lo deve sapere nessuno. Avendo scartato gli Eruditi (avrei preferito qualche informazione in più al riguardo: perché li ha subito scartati? Non le piace il comportamento della fazione – cosa che verrà approfondita – o c’è altro?), si ritrova a dover scegliere tra Abneganti e Intrepidi. La parte della cerimonia mi è piaciuta in particolar modo perché la sua stessa scelta farà prevalere il coraggio – caratteristica degli intrepidi – o l’altruismo – tipico degli abneganti – poiché in un caso avrà il coraggio di abbandonare la propria fazione, nel secondo caso invece prevarrebbe l’istinto altruista di restare con la propria famiglia

Come scritto nella quarta di copertina, Beatrice sceglie gli Intrepidi, aggiungerei per il bene del libro, visto che dubito che l’addestramento degli abneganti sia altrettanto interessante. XD

Senza entrare nei dettagli – non voglio rivelare troppo e togliervi il piacere di stupirvi – vi dico che dalla fine della cerimonia, il libro si fa appassionante e travolgente, l’autrice tira fuori una trovata dietro l’altra, durante l’addestramento non ci si annoia mai, ho avuto sempre la voglia di andare avanti e a cinquanta pagine dalla fine mi sono dovuta staccare a forza dal libro perché avevo altro da fare. Ci sono moltissime scene che lasciano con il fiato sospeso e, nonostante sia un libro per ragazzi, l’autrice non si fa alcun problema a sacrificare i propri personaggi, qualora sia necessario (una morte in particolare mi ha lasciata senza parole e mi chiedo come si svilupperà la cosa in Insurgent).
Ho apprezzato tantissimo anche la storia d’amore tra Tris e Quattro (che, giusto per farvelo sapere, secondo me ha un nome fighissimo), tormentata al punto giusto e sviluppata in modo molto graduale e naturale, senza mai offuscare il resto della trama. Quattro è un personaggio fantastico, l’ho amato come pochi altri protagonisti maschili.

Parlando di personaggi, mi è piaciuta anche Tris: tanto per cominciare, non è particolarmente bella, caratteristica abbastanza rara. Stando a quanto ci dice l’autrice, Tris è bassa, piatta e con il naso un po’ troppo pronunciato. Non è un personaggio perfetto, insomma, neppure a livello fisico, e l’ho apprezzato molto. Secondo la descrizione, neanche Quattro è oggettivamente uno splendore: nessuno dei due è il classico bellone, sono due ragazzi normali che si innamoreranno per qualcosa che va oltre l’aspetto fisico. Per quanto riguarda gli altri personaggi, ammetto di averli trovati un po’ troppo bianchi o neri, salvo pochissime eccezioni – davvero poche – sono tutti classificabili in nemici e amici. Avrei preferito un po’ di “grigio” in più.

Nonostante qualche difettuccio, Divergent resta comunque uno dei miei distopici YA preferiti, credo che lo metterei più o meno sul livello del mio amato Hunger Games. Chi ama il genere non può proprio perderselo.

Lake

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