Tag Archives: fantascienza

Allegiant – Veronica Roth

31 Mag

Titolo: Allegiant

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

Recensione: Alcune recensioni sono più difficili di altre da scrivere. Questa è stata estremamente difficile. Potete trovare le recensioni dei precedenti romanzi a questi link: Divergent e Insurgent. Entrambi mi erano piaciuti moltissimo.

Faccio una breve premessa: il finale di qualcosa, che sia un libro, una serie di libri, un manga o un telefilm, può renderlo ancora più bello o rovinarlo del tutto (mi è capitato di dare una stellina a un manga che fino alla fine mi era piaciuto moltissimo perché la conclusione era priva di senso). Nel caso di Allegiant sono stata estremamente combattuta: avrei dato cinque stelline per le emozioni che mi ha trasmesso questo libro, una o due per tutte le questioni che vengono lasciate in sospeso o spiegate malamente.

A differenza di Divergent e Insurgent, in Allegiant c’è un doppio punto di vista, oltre a quello di Tris c’è quello di Tobias. Quando si scrive in prima persona, bisogna saper differenziare le voci dei protagonisti, perché persone diverse racconteranno i fatti in modo diverso. Invece le due voci narranti sono assolutamente uguali, più e più volte sono dovuta tornare indietro per controllare chi stava parlando. Eppure, ahimè, non è il più grande dei problemi.

L’autrice si ritrova costretta a dare spiegazioni scientifiche riguardo ai divergenti e a tante altre cose, il problema è che sono spiegazioni estremamente traballanti, non ho le competenze per smontare ciò che viene detto nel libro ma credo che neppure la Roth le abbia.

Detto questo, come già spiegato in precedenza il libro mi è piaciuto da morire, sotto alcuni aspetti. Se si è in grado di chiudere un occhio di fronte ai vari difetti, è in grado di trasmettere tanto. Non avrei potuto non dare nemmeno la sufficienza a un romanzo che mi ha emozionata (al punto da scoppiare a piangere) come ha fatto Allegiant.

Un’ultima nota positiva per la scelta di inserire due personaggi gay, seppur secondari, nella storia, così come si era fatto capire in Insurgent che Lynn era lesbica e innamorata di Marlene.

Insomma, consiglierei questa saga? Sì, perché i primi due libri erano splendidi e il terzo raggiunge comunque la sufficienza. Non credo che Divergent sia la migliore saga distopica tra le tantissime che sono state pubblicate dopo il botto di Hunger Games, ma se vi piace il genere e se non siete troppo pignoli leggetela e vi piacerà.

Lake

Requiem di Lauren Oliver

21 Mag

Titolo: Requiem

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,90 € (ebook)

Voto:

Trama: Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l’amore dalla faccia della Terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle Terre Selvagge, dove ha anche reincontrato Alex, il primo amore che pensava morto… Ormai, però, nemmeno le Terre Selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l’esistenza degli Invalidi e i Regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine.

Recensione: Avevo letto Delirium e l’avevo trovato mediocre. Avevo letto Chaos e l’avevo trovato splendido. Nel cominciare a leggere Requiem, potevo solo sperare che la Oliver riuscisse a mantenere il livello del secondo capitolo della saga.

In Requiem vediamo l’alternarsi dei punti di vista di Lena e Hana, la sua migliore amica, che da personaggio marginale acquisisce una grande importanza. Credo che l’autrice sia stata molto brava a caratterizzare entrambe, dotandole di molto carattere. Lo stile è migliorato molto: la narrazione è meno lenta e più viva, realistica; vengono descritte spesso sensazioni, odori e così via, rendendo più facile entrare nella testa delle protagoniste.

Non è stato facile decidere che voto dare a questo romanzo: da una parte l’ho apprezzato moltissimo e l’ho letto in una giornata, dall’altra, a posteriori, mi è stato impossibile ignorare le forzature e i difetti.

Uno dei difetti più grossi è Coral: senza dire troppo, ha una certa importanza, ma il suo carattere è quasi inesistente. È un personaggio buttato lì, e se fosse stata una qualsiasi tra i tanti ci sarei anche passata sopra (il gruppo di Lena è molto numeroso ed è normale che alcuni membri siano più caratterizzati di altri), ma non è così.

Inoltre, la trama mi è parsa a tratti troppo forzata: l’autrice voleva che andasse in una determinata direzione e la sua mano è troppo visibile, ci sono avvenimenti troppo poco credibili.

Complessivamente, però, il romanzo mi è piaciuto molto. Lo stile della Oliver è davvero piacevole da leggere e la storia non annoia mai. Non lo considero al livello di Chaos, ma tutto sommato la trovo una conclusione più che decente per questa trilogia.

Di solito concludo la recensione dicendo perché lo consiglio o lo sconsiglio, ma trattandosi dell’ultimo capitolo di una trilogia non avrebbe senso riferirmi al singolo libro: di conseguenza, consiglio la saga a chi ama il genere distopico/romance e ha voglia di leggere qualcosa di leggero e ben scritto, purché si sia disposti a chiudere un occhio di fronte a qualche forzatura qua e là.

Lake

 

Grigio 18% – Anne Tenino

19 Feb

Titolo: Grigio 18%

Autore: Anne Tenino

Editore: Dreamspinner Press

Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Voto:

Trama: In un futuro dove gli Stati Uniti si sono scissi secondo l’orientamento politico, il lavoro dell’agente Matt Tennimore è quello di portare la gente fuori dagli Stati Confederati Rossi: sia che siano agenti dei Corpi Speciali del suo Paese fatti prigionieri, o cittadini dei SCR che hanno fatto richiesta d’asilo. Non si sarebbe mai aspettato di dover salvare la persona per cui aveva una cotta alle superiori… ovvero, il ragazzo che lo aveva sempre ignorato perché gay.

Salvare James Ayala non sarà facile: è imbottito di nanodroidi traccianti e non è sicuro di poter controllare un impianto cerebrale cibernetico, che gli ha fatto sviluppare poteri psichici. Questa è la buona notizia. Quella cattiva? L’impianto sta compromettendo la stabilità mentale di James.

I due si ritrovano in fuga, a cercare di evitare velivoli dotati d’intelligenza artificiale e nascondersi dalla milizia nemica. Poi, James confessa che aveva tormentato Matt alle superiori perché, in realtà, lo desiderava. James è una tentazione a cui Matt non sa resistere, ma vuole molto più che semplice sesso… sempre che riescano ad arrivare a casa tutti interi. Ma è davvero saggio scegliere James, quando ha una bomba a orologeria nel cervello? E quanto sarà cambiato veramente? (Dal sito dell’editore)

Recensione: Questo romanzo ha dei punti forti, ma anche un paio di punti deboli. Come primo romanzo sci-fi della casa editrice Dreamspinner Press mi ha piuttosto soddisfatta, ma andiamo con ordine.

I punti forti prevalgono in assoluto, su questo non ci sono dubbi. La trama regge bene, lo stile è scorrevole e la relazione fra i due protagonisti è molte ben rappresentata, molto verosimile e soprattutto coinvolgente. Matt è un personaggio che entra dritto nel cuore, di certo non per la sua dolcezza, che ogni tanto fa capolino, ma per le sue battute dritte, schiette, perfino irriverenti. Battute che riescono sempre a cogliere il lettore impreparato e quindi a sorprenderlo e a farlo sorridere o, addirittura, ridere. James all’inizio, invece, risulta un tipo antipatico eppure, sin dalle prime pagine, si nota qualcosa, una rabbia che non è rabbia ma delusione e/o paura.  E anche lui riesce a guadagnarsi ben presto un posto nel cuore del lettore.

Molto divertenti anche le suore, esageratamente stupida Suor Benigna, ma d’altra parte, da donna un po’ posso pure capirla, voi no? 😛 A dirla tutta, mi è piaciuto anche come la Tenino ha gestito il “personaggio” di Miss e il suo bel caratterino!

Insomma fino a qui sarebbe sicuramente una recensione da quattro stelline. Ma purtroppo questa volta c’è un “ma”. Se dovessi analizzare il romanzo dal punto di vista del genere, insomma se dovessi basarmi solo sulla parte fantascientifica, dovrei ammettere che Anne Tenino promette sicuramente bene, ma in questo caso, forse, ha voluto dire molto, anzi forse un po’ troppo. La maggior parte delle informazioni piombano addosso al lettore e lo riempiono di sigle, istituzioni, agenzie segrete, ecc. in modo molto compatto, a volte anche sotto forma di infodump. Informazioni che poi, man mano che si va avanti con la lettura, risultano utili a farsi un’immagine generale dell’ambientazione, ma spesso anche superflue o poco elaborate. È il caso proprio del “grigio 18%”, di cui ce ne parla sicuramente, ma non si sofferma più di tanto, in fin dei conti.

Detto questo, la parte romance del libro riesce a equilibrare quella fantascientifica, e ovviamente quest’ultima non ha solo gli aspetti negativi che ho citato, ma tanti altri positivi, come i velivoli VSIA, l’abbigliamento, ma soprattutto il chip di James, e anche i nanomedicinali e tutto il resto.

La storia di Matt e James mi è piaciuta molto, ma sono curiosissima di leggere il seguito, perché voglio, anzi devo (!) sapere cosa succederà tra Lazlo e Logan!

Consigliato per una piacevole lettura, ma solo se si è disposti a  chiudere un occhio sui difettucci che vi ho elencato.

Red

Chaos – Lauren Oliver

17 Ott

chaos lauren oliverTitolo: Chaos

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,99 € (ebook)

Voto: 

Trama: Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L’amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall’altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex… (Da Amazon)

Recensione: Qualche tempo fa avevo letto e recensito Delirium di Lauren Oliver: l’avevo trovato un libro abbastanza mediocre, leggibile ma non eccezionale, con dei buoni punti di forza ma con troppi difetti, uno su tutti la trama lenta e mal gestita (a mio parere). Gli avevo dato tre stelline, la sufficienza insomma. Visto che sono una drogata di distopie, ho letto anche Chaos, sperando in un miglioramento senza aspettarmi miracoli.

Invece, sembra proprio che ci sia stato il miracolo.
La storia comincia dove è finito Delirium. Lena vaga per le Terre Selvagge (che tra l’altro hanno lo stesso nome di Never Sky. Colpa dei traduttori o della poca fantasia di Veronica Rossi?). Da lì incontrerà un sacco di personaggi, tutti interessanti e con una storia alle spalle. La stessa Lena, a parer mio, è diventata un personaggio più complesso. In Delirium la voce narrante aveva molto carattere, cosa assolutamente non scontata, in Chaos va anche meglio. Credo anche che la Oliver abbia affinato molto il proprio stile, rendendolo più caratteristico e riconoscibile, nonché poetico e realistico allo stesso tempo. Le sensazioni provate da Lena sono molto vivide anche e soprattutto perché l’autrice usa tutti e cinque i sensi di Lena per le descrizioni. Gli infodump trovati nel primo non sono scomparsi, ma sono diminuiti tantissimo, quindi il miglioramento c’è stato anche dal lato puramente tecnico. Credo che comunque non sia un difetto tale da togliere il voto massimo.

Ma veniamo alla storia: quella di Delirium a parer mio era lenta e prevedibile; Chaos, invece, è imprevedibile e mai noioso o lento. Vengono alternati passato e presente in modo molto efficace e vi assicuro che mi è stato difficile interrompere la lettura.

L’imprevedibilità nella storia d’amore che non avevo riscontrato in Delirium è invece uno dei punti di forza di Chaos. Non voglio dirvi chi si innamora di chi; potreste averlo letto in altre recensioni, ma potrebbe anche esserci chi come me era completamente all’oscuro di ciò che sarebbe successo e non riuscivo a crederci fino all’ultimo.

Il finale, poi, è davvero col botto. Mi chiedo che cosa si sia inventata l’autrice per il terzo capitolo della saga, perché ha creato delle situazioni che non sarà facile risolvere.

Unica nota negativa per la traduzione: oltre a frasi a parer mio tradotte in maniera un po’ grossolana, mi ha veramente infastidita il fatto che i personaggi bestemmiassero spesso. Molte persone ignorano la differenza tra bestemmia e imprecazione e credo proprio che sia anche il caso della traduttrice.

Detto questo, se ero un po’ restia nel consigliare Delirium, consiglio caldamente di leggere la saga dopo aver terminato Chaos. Si tratta di un ottimo romanzo sotto ogni punto di vista e ci sono tutti i presupposti per un terzo capitolo all’altezza del secondo.

Lake

Anteprima #9

9 Ott

IN LETTURA

gens arcana cecilia randallGens Arcana di Cecilia Randall

Trama: Firenze, 1478. Valiano de’ Nieri è discendente di una delle più antiche e nobili famiglie italiane di Arcani. Essere Arcano significa poter invocare la quinta essentia, il quinto elemento di Natura capace di combinarsi con gli altri quattro – Aria, Acqua, Terra e Fuoco – e di governarli. Il potere arcano è immenso e può determinare le sorti dell’umanità intera: per questo si tramanda solo attraverso il lignaggio del sangue e va protetto e tenuto segreto. Ma Valiano ha rifiutato i suoi poteri e la sua “predestinazione”, è fuggito e cerca di vivere normalmente lavorando come apprendista liutaio. Quando però suo padre Bonconte muore in circostanze misteriose e il suo amato fratello Angelo viene rapito, Valiano capisce di non potersi più sottrarre al proprio destino: il machiavellico cugino Folco de’ Nieri sta scalando il potere all’interno della famiglia e, pur di realizzare la sua ambizione, è pronto a sfruttare una conoscenza proibita – e Valiano deve fermarlo. Sullo sfondo della magnifica Firenze di Lorenzo de’ Medici, le gesta arcane si mescolano a quelle della congiura dei Pazzi in un vortice a cui nulla e nessuno potrà sottrarsi…

Cosa ne penso per ora: Ho trovato questo libro per caso. Coniuga due elementi che mi piacciono moltissimo, il fantasy e il Rinascimento. Credo che ci metterò tanto per leggerlo: è interessante, ma è davvero spesso… Lo ammetto: quelle seicento pagine mi spaventano un po’, in un periodo in cui ho voglia di letture leggere!

DA RECENSIRE

crossed la fuga ally condieCrossed – La fuga di Ally Condie

Trama: Per Cassia Reyes le regole del gioco sono cambiate. Solo poco tempo prima, un sofisticato sistema informatico creato dalla Società ha scelto come suo promesso Xander, il suo migliore amico: doveva essere il compagno perfetto, ma una macchina non può comandare il cuore. Infatti il ragazzo che lei ama è Ky Markham, una Aberrazione, un individuo che la Società considera pericoloso e indegno di essere promesso a qualcuno. Un errore che proietta Cassia in una nuova dimensione di verità e conoscenza dove può comprendere le mancanze e i difetti del Sistema che governa le loro esistenze. Scoprendo dentro di sé una forza che non sapeva di possedere, Cassia si allontana da un destino già programmato e si mette in viaggio verso le estreme frontiere della nazione per ricongiungersi a Ky, che è stato rapito e portato nei campi di lavoro dove la Società confina coloro che non ritiene idonei. Il percorso di Cassia sarà duro e pieno di ostacoli, ma proprio quando ogni speranza di rivederlo sembra perduta verrà a sapere che Ky si è rifugiato tra i profondi canyon che circondano la Società, luoghi ancora inesplorati dove non c’è traccia di vita umana. È proprio tra quelle gole che la ragazza farà la scoperta che muterà la sua vita e le permetterà di capire che non tutto è perduto e che dentro quel mondo apparentemente immobile e perfetto c’è un seme di cambiamento e di libertà. Una ribellione sta montando, e Cassia sarà finalmente libera di scegliere.

Lo voglio recensire perché: ho recensito Matched qui e mi era piaciuto tantissimo. Recensirò anche Reached, ovviamente. Credo che quella della Condie sia la serie distopica migliore in assoluto, ma è anche sottovalutata, quindi mi fa particolarmente piacere parlarne bene e farla conoscere agli altri.

DA LEGGERE

non lasciarmi mai emily hainsworthNon lasciarmi mai di Emily Hainsworth

Trama: Cam non sa darsi pace, da quando Viv è morta in un incidente. Era il grande amore della sua vita, la sua ancora di salvezza da una famiglia complicata, il suo unico sostegno dopo la brutta frattura che gli aveva stroncato una carriera nel football. Un giorno, nel punto in cui Viv è morta, Cam ha una strana apparizione. Sembra un fantasma, ma è una ragazza che viene da un mondo parallelo, e si chiama Nina. In questo mondo, al tempo stesso simile e diverso da quello reale, Viv non è mai morta. Cam è al settimo cielo quando scopre che finalmente potrà riaverla. Ma questa Viv si rivela piuttosto diversa dalla sua, e poi c’è Nina che si mette di mezzo. Allora Cam si trova a dover scegliere dove e con chi stare, e deve farlo in fretta, perché il varco tra i due mondi si fa sempre più stretto…

Lo voglio leggere perché: ho letto la trama e ho pensato “MIO”. Ha tutte le carte in regola per piacermi tantissimo. Sono proprio curiosa!

Lake

I vampiri di “Io sono leggenda” vs. quelli de “Il battello del delirio”

18 Set

In questo articolo cercherò di mettere a confronto le spiegazioni scientifiche sulla natura dei vampiri che Matheson e Martin ci raccontano nei rispettivi romanzi.

Partiamo da Matheson e dal suo Io sono leggenda, libro che come potrete leggere nella mia recensione, ho consigliato vivamente e a cui ho dato ben quattro stelline e mezza. Le stelline Matheson se le è meritate per la trama originialissima e per l’avvicendarsi degli episodi d’azione ai momenti in cui Neville si ferma a riflettere, a studiare, a cercare di dare un senso alla propria esistenza, visto che di vita non si può parlare. Ma veniamo alla spiegazione delle origini dei vampiri nel suo romanzo. Da dove vengono? Come hanno iniziato a esistere? Matheson riconduce tutto a un’epidemia. Al giorno d’oggi forse non sembrerà un’idea originale, ma nel 1954 era qualcosa di nuovo in questo genere di letteratura.

Matheson ci fa investigare le origini dell’epidemia attraverso gli studi di Neville. Sfogliamo le pagine, leggiamo i pezzi più interessanti, studiamo con lui. E pian piano scopriamo da cosa deriva quest’epidemia. La colpa è di un batterio che si propaga attraverso delle spore trascinate in tutto il mondo dalle tempeste di sabbia che di tanto in tanto lo invadono. Il batterio vive in simbiosi con l’essere umano e ha bisogno di sangue per continuare a vivere. Prima o poi il corpo del suo ospite muore e il batterio continua a vivere ed eccoci spiegata l’esistenza dei vampiri non-morti, o meglio vampiri morti, come vengono definiti nel romanzo. Matheson arriva a spiegarci anche perché l’uso del paletto uccide i vampiri. Attraveso la perforazione del cuore, i batteri vengono a contatto con l’aria e da simbionti anaerobici si trasformano in parassiti aerobici, consumano rapidamente il corpo dell’ospite e fanno sì che di esso non resti che polvere.

Ma non tutti i vampiri sono morti. Ci sono i vampiri vivi. Vampiri che ancora non sono stati consumati dal batterio. E Matheson ci spiega come questi siano riusciti a loro volta a fare ricerche fino a trovare la combinazione giusta di sostanze che, ingerite in forma di pillole, riescono a tenere a bada l’evolversi della malattia.

Matheson non dimentica niente, ci spiega come l’aglio, la croce e gli specchi abbiano successo contro i vampiri, riconducendo tutto a una sorta di isteria dovuta alle leggende che gli umani si erano tramandati sul mito del vampiro.

Neville è uno dei pochi, e alla fine l’unico rimasto sulla terra, a essere immune a questa epidemia, per un motivo a lui stesso sconosciuto. E alla fine sarà lui la leggenda che i nuovi abitanti della terra temono per via della crudeltà con cui lui stesso ha ucciso i vampiri.

Ma passiamo al romanzo di George R. R. Martin, Il battello del delirio, pubblicato nel 1982. Potete leggere la mia recensione qui. Anche Martin cerca di dare una spiegazione scientifica all’esistenza dei vampiri. Non si tratta di un’epidemia, ma di un fatto del tutto naturale ed evoluzionistico. I vampiri altro non sono che una specie sempre esistita, che si è evoluta accanto alla nostra, ma che si è mantenuta al buio, soprattutto dopo essere stata sopraffatta in numero dagli umani che, capaci di riprodursi molto più facilmente dei vampiri, hanno preso il sopravvento sul pianeta. I vampiri di Martin non amano essere chiamati così, non hanno un nome se non Popolo della Notte, mentre gli umani sono definiti da loro come “bestiame”.  Joshua York, vampiro di nascita, non vuole continuare a bere sangue dagli umani, vuole poter convivere con loro. Per questo inizia a studiare le differenze fra il sangue e i corpi degli umani e dei vampiri. Si chiede perché quelli come lui debbano per forza bere sangue umano per restare in vita e da cosa derivi la loro Sete. Di questi studi il lettore vede poco, alcuni accenni a sostanze che mancano nel sangue dei vampiri e che possono essere assorbite ingerendo quello umano. Quali queste siano non si capisce bene, alcune vengono accennate, altre nemmeno nominate. York continua a sperimentare nuove combinazioni fino a trovare quella giusta. È così che lui riesce a tenere a bada la Sete.  Ed è così che inizia il suo viaggio per “convertire” tutti gli altri della sua specie. Ma non tutti vogliono essere convertiti, come per esempio Damon Julian.

La spiegazione scientifica non è molto ben descritta né spiegata. Ci si accontenta di quello che l’autore ci dice, ma devo ammettere che non mi ha soddisfatta pienamente. In più Martin fa una cosa che confonde il lettore. Mescola la scienza con la magia. Parla di vampiro dominante, in grado di soggiogare gli altri vampiri e perfino gli umani. Ci ritroviamo a pensare a un rapporto di un maschio alfa e i suoi sottomessi. Ma ci sono troppi poteri nei vampiri che ricordano il mito delle leggende, e il modo in cui gli altri si sottomettono ricorda quest’ultimo e non quello naturale di sottomissione all’alfa del branco. Allo stesso tempo, Martin ci regala un monologo lunghissimo di York che racconta tutta la sua storia, tutte le sue letture sul mito dei vampiri e che alla fine altro non fa che dimostrare, in modo anche piuttosto sfacciato, che Martin ha studiato prima di scrivere il suo romanzo. Non dico che sia una cosa sbagliata, ma quando il lettore si accorge di questa ostentazione, vuol dire che forse l’autore ha un po’ esagerato. Tutto ciò che sappiamo sui vampiri di Martin ci viene raccontato durante questo monologo. Il lettore si siede e legge la storia di York, senza sentirsi mai coinvolto in qualche modo.

Le quattro stelline e mezza che ho dato al romanzo di Martin sono state assegnate soprattutto per la sua bravura nelle descrizioni, per la trama che comunque prende molto e perché Il battello del delirio è davvero scritto bene. Non per la sua originalità, né per le sue ricerche sui vampiri.

In conclusione entrambi i romanzi hanno ricevuto lo stesso voto. Io sono leggenda per la sua originalità, per le sue spiegazioni scientifiche accurate e per le novità apportate al mondo dei vampiri. Il battello del delirio per la bravura dell’autore nel raccontare una storia avvincente, intrigante, per le descrizioni dei paesaggi e dei battelli che non annoiano mai, ma non per l’accuratezza delle spiegazioni scientifiche.

Due autori a confronto, due spiegazioni scientifiche a confronto, due romanzi che meritano di essere letti.

Red

Il battello del delirio – George R. R. Martin

6 Set

Titolo: Il battello del delirio

Autore: George R. R. Martin

Editore: Gargoyle

Prezzo: 9,90 € (Gargoyle Pocket)

Voto: 

Trama: Fiume Mississippi, 1857: una serie di incidenti e la morsa del rigidissimo inverno hanno distrutto la flotta commerciale del burbero Capitano Abner Marsh. Senza assicurazione il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato, ma Joshua York, un facoltoso forestiero, è disposto a rilevare la metà delle quote della compagnia e a fornire il capitale per costruire il battello più lussuoso mai esistito. Due sole le condizioni poste dallo straniero: mai disturbare lui e i suoi amici durante il giorno e rispettare le eventuali deviazioni di rotta richieste. Il Fevre Dream nuovo gioiello del fiume, inizia così il suo viaggio, ma il Capitano diventa ogni giorno più sospettoso e decide di andare in fondo al mistero che avvolge il suo socio e…

Recensione: Parto direttamente con il dire che di George R. R. Martin ho letto solo questo libro. So che il libro è del 1982 e che Martin nel frattempo ha raffinato la sua tecnica narrativa. Aggiungo subito che ho adorato Il battello del delirio.

Ecco, dopo aver messo in chiaro queste cose, posso passare a fare la mia recensione. Ho deciso di strutturarla in modo un po’ diverso dal solito, questa volta. Vi dirò quello che mi ha colpita di più e quello che mi ha delusa di più. Poi passerò alla parte tecnica, ossia stile, personaggi, trama.

Trovo che Martin sia un ottimo scrittore, lo dimostra perfettamente in questo suo romanzo. L’ho capito appena ha iniziato a raccontare dei battelli a vapore, dei fiumi, delle città a cui approdavano i protagonisti e l’ho capito perché mai mi sarei potuta immaginare di appassionarmi a queste cose semplicemente leggendole in un libro. Non sono un’amante di descrizioni che durano pagine e pagine, ma credetemi, queste non vi annoieranno mai. Martin ha il potere e la capacità di trasportare il lettore in quei luoghi, farglieli vivere, non solo attraverso la vista, ma anche gli odori, le azioni dei personaggi e tutto il resto. L’autore è riuscito perfino a farmi desiderare di vincere la corsa contro il Southerner e a voler sfidare l’Eclipse.  Dieci e lode!

Quello che invece mi ha colpita di meno è stata la parte di trama riguardante i vampiri. I vampiri di Martin si rifanno al mito classico, cosa che io apprezzo molto in un romanzo, e quindi ho letto molto volentieri anche questa parte. Diciamo però che l’autore non riesce a darmi niente di nuovo. Pur essendo stato scritto nel 1982 (o almeno pubblicato in quell’anno) e quindi essendo io consapevole che allora non c’erano in giro tutti i romanzi sui vampiri come ce ne sono al giorno d’oggi, devo ammettere che mi ero aspettata qualcosa di più entusiasmante, di più originale. L’unico tratto nuovo inserito da Martin è che i vampiri non sono creature soprannaturali, ma fanno parte di una specie che si è evoluta accanto alla nostra. Tutta la parte scientifica a riguardo, però, è stata trattata con troppo leggerezza, secondo me. È chiaro cosa ci vuole dire Martin, e l’ho apprezzata molto come idea, ma avrei preferito qualche approfondimento in più su questo punto. Inoltre spesso Martin tende a mischiare la scienza con la magia, creando una sorta di confine flessibile fra l’una e l’altra. Ci è riuscito bene, devo dire, senza sbilanciarsi troppo da un lato o dall’altro, ma ovviamente ci si chiede dunque cosa siano e quali poteri abbiano per lui i suoi vampiri. In alcuni casi, Martin sembra quasi ostentare la sua documentazione riguardo questo grande mito e gli studi che gli sono stati dedicati.

Lo stile di Martin è accurato, le descrizioni sono perfette, lunghe sì, ma mai noiose perché l’autore riesce a catturare i piccoli dettagli della vita quotidiana delle persone di allora, oppure quelli più interessanti dei battelli a vapore, dei fiumi, delle città. Tutti i suoi personaggi sono rappresentati in maniera impeccabile, ognuno con i suoi pregi e difetti, tutti perfetti nelle loro imperfezioni. Quello che ho amato di più fra gli essere umani è stato Abner Marsh, fra i vampiri Damon Julian. York purtroppo mi ha delusa, avevo grandi aspettative nei suoi confronti e purtroppo non si sono avverate, ma non è colpa sua, è colpa di Martin che ha deciso di presentarcelo forte, intraprendente, coraggioso all’inizio, e di rivelarci, pian pianino, che in realtà non ha midollo, è un debole. Un sognatore che non lotta come dovrebbe. Ma questo ovviamente non può essere considerato un punto a sfavore del romanzo, al contrario, la personalità di York è resa molto bene.

Ci sarebbero tante altre cose che vorrei dire, ma finirei per scrivere pagine e pagine di recensione. Credo però di aver già dimostrato che questo romanzo mi ha presa, mi ha conquistata. E sebbene riconosca le sue pecche, non posso fare altro che pensare che in confronto ai pregi, siano meno importanti. Da qui il mio suggerimento: leggetelo! Non può mancare nella vostra libreria!

Red

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