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Requiem di Lauren Oliver

21 Mag

Titolo: Requiem

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,90 € (ebook)

Voto:

Trama: Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l’amore dalla faccia della Terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle Terre Selvagge, dove ha anche reincontrato Alex, il primo amore che pensava morto… Ormai, però, nemmeno le Terre Selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l’esistenza degli Invalidi e i Regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine.

Recensione: Avevo letto Delirium e l’avevo trovato mediocre. Avevo letto Chaos e l’avevo trovato splendido. Nel cominciare a leggere Requiem, potevo solo sperare che la Oliver riuscisse a mantenere il livello del secondo capitolo della saga.

In Requiem vediamo l’alternarsi dei punti di vista di Lena e Hana, la sua migliore amica, che da personaggio marginale acquisisce una grande importanza. Credo che l’autrice sia stata molto brava a caratterizzare entrambe, dotandole di molto carattere. Lo stile è migliorato molto: la narrazione è meno lenta e più viva, realistica; vengono descritte spesso sensazioni, odori e così via, rendendo più facile entrare nella testa delle protagoniste.

Non è stato facile decidere che voto dare a questo romanzo: da una parte l’ho apprezzato moltissimo e l’ho letto in una giornata, dall’altra, a posteriori, mi è stato impossibile ignorare le forzature e i difetti.

Uno dei difetti più grossi è Coral: senza dire troppo, ha una certa importanza, ma il suo carattere è quasi inesistente. È un personaggio buttato lì, e se fosse stata una qualsiasi tra i tanti ci sarei anche passata sopra (il gruppo di Lena è molto numeroso ed è normale che alcuni membri siano più caratterizzati di altri), ma non è così.

Inoltre, la trama mi è parsa a tratti troppo forzata: l’autrice voleva che andasse in una determinata direzione e la sua mano è troppo visibile, ci sono avvenimenti troppo poco credibili.

Complessivamente, però, il romanzo mi è piaciuto molto. Lo stile della Oliver è davvero piacevole da leggere e la storia non annoia mai. Non lo considero al livello di Chaos, ma tutto sommato la trovo una conclusione più che decente per questa trilogia.

Di solito concludo la recensione dicendo perché lo consiglio o lo sconsiglio, ma trattandosi dell’ultimo capitolo di una trilogia non avrebbe senso riferirmi al singolo libro: di conseguenza, consiglio la saga a chi ama il genere distopico/romance e ha voglia di leggere qualcosa di leggero e ben scritto, purché si sia disposti a chiudere un occhio di fronte a qualche forzatura qua e là.

Lake

 

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Chaos – Lauren Oliver

17 Ott

chaos lauren oliverTitolo: Chaos

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,99 € (ebook)

Voto: 

Trama: Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L’amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall’altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex… (Da Amazon)

Recensione: Qualche tempo fa avevo letto e recensito Delirium di Lauren Oliver: l’avevo trovato un libro abbastanza mediocre, leggibile ma non eccezionale, con dei buoni punti di forza ma con troppi difetti, uno su tutti la trama lenta e mal gestita (a mio parere). Gli avevo dato tre stelline, la sufficienza insomma. Visto che sono una drogata di distopie, ho letto anche Chaos, sperando in un miglioramento senza aspettarmi miracoli.

Invece, sembra proprio che ci sia stato il miracolo.
La storia comincia dove è finito Delirium. Lena vaga per le Terre Selvagge (che tra l’altro hanno lo stesso nome di Never Sky. Colpa dei traduttori o della poca fantasia di Veronica Rossi?). Da lì incontrerà un sacco di personaggi, tutti interessanti e con una storia alle spalle. La stessa Lena, a parer mio, è diventata un personaggio più complesso. In Delirium la voce narrante aveva molto carattere, cosa assolutamente non scontata, in Chaos va anche meglio. Credo anche che la Oliver abbia affinato molto il proprio stile, rendendolo più caratteristico e riconoscibile, nonché poetico e realistico allo stesso tempo. Le sensazioni provate da Lena sono molto vivide anche e soprattutto perché l’autrice usa tutti e cinque i sensi di Lena per le descrizioni. Gli infodump trovati nel primo non sono scomparsi, ma sono diminuiti tantissimo, quindi il miglioramento c’è stato anche dal lato puramente tecnico. Credo che comunque non sia un difetto tale da togliere il voto massimo.

Ma veniamo alla storia: quella di Delirium a parer mio era lenta e prevedibile; Chaos, invece, è imprevedibile e mai noioso o lento. Vengono alternati passato e presente in modo molto efficace e vi assicuro che mi è stato difficile interrompere la lettura.

L’imprevedibilità nella storia d’amore che non avevo riscontrato in Delirium è invece uno dei punti di forza di Chaos. Non voglio dirvi chi si innamora di chi; potreste averlo letto in altre recensioni, ma potrebbe anche esserci chi come me era completamente all’oscuro di ciò che sarebbe successo e non riuscivo a crederci fino all’ultimo.

Il finale, poi, è davvero col botto. Mi chiedo che cosa si sia inventata l’autrice per il terzo capitolo della saga, perché ha creato delle situazioni che non sarà facile risolvere.

Unica nota negativa per la traduzione: oltre a frasi a parer mio tradotte in maniera un po’ grossolana, mi ha veramente infastidita il fatto che i personaggi bestemmiassero spesso. Molte persone ignorano la differenza tra bestemmia e imprecazione e credo proprio che sia anche il caso della traduttrice.

Detto questo, se ero un po’ restia nel consigliare Delirium, consiglio caldamente di leggere la saga dopo aver terminato Chaos. Si tratta di un ottimo romanzo sotto ogni punto di vista e ci sono tutti i presupposti per un terzo capitolo all’altezza del secondo.

Lake

Delirium – Lauren Oliver

17 Lug

delirium lauren oliver

Titolo: Delirium

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 9,90 € (cartaceo), 6,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita… (Dalla quarta di copertina)

Recensione: Come già detto nell’anteprima #1 non avevo particolari aspettative nei confronti di questo romanzo, l’idea mi sembrava un po’ vecchiotta, visto che ci sono molti distopici in cui l’amore è vietato; qui è visto come una malattia, sì, ma non la trovavo una differenza tale da spingermi a pensare che allora fosse una trovata originale.

Ma veniamo alla recensione.

Lena è una buona voce narrante, la sua personalità traspare anche attraverso la narrazione, sebbene a volte non sia ben chiaro a chi si rivolga, se a se stessa o a qualcuno di esterno alle vicende. L’errore che ho trovato con più frequenza è quello che ho trovato praticamente in tutti – tutti! – i distopici per young adults che ho letto, ovvero la scelta di inserire informazioni in maniera piuttosto forzata, insomma ciò che viene comunemente chiamato infodump. La scelta di interrompere la narrazione per dare informazioni utili al lettore può essere giustificata (ma comunque fastidiosa) nel caso di un narratore onnisciente. Tuttavia, nel caso di una narrazione in prima persona, è ancora più preferibile evitare, visto che è forzato che un personaggio dal nulla si metta a pensare a questioni per lui ovvie.

Chiudo quindi questa breve parentesi, anche perché in realtà non è assolutamente ciò che più mi ha fatto storcere il naso. Concludo dicendo che lo stile, a parte per queste due caratteristiche, è molto buono. È ricco senza essere esagerato, descrittivo al punto giusto e a parte quei due difetti non ho riscontrato altri problemi.

Torniamo a Lena. Di buono c’è appunto che i personaggi sono abbastanza realistici e caratterizzati, ma… La falla più grossa nella trama, ciò che da solo mi ha fatto togliere più di mezza stellina, è stata decisamente la reazione della protagonista all’innamoramento.

Lena è cresciuta in una società in cui si crede che l’amore – o Delirium che dir si voglia – porti alla morte. Non solo, sua madre è stata uccisa dal delirium, per quello che ne sa lei. Eppure si innamora di Alex e accetta la cosa troppo, troppo, troppo in fretta. Se ci fosse stato più conflitto, se Lena avesse avuto difficoltà ad accettare la cosa, se si fosse disperata temendo di morire (e non ditemi che l’ha fatto, perché quel poco non era affatto credibile e sufficiente, secondo me), la storia ne avrebbe soltanto giovato. Sarebbe diventata una storia d’amore tormentata sotto più aspetti, visto che oltre a nascondersi dalla società Lena avrebbe dovuto accettare la cosa. E qui non si parla di ciò che avrei voluto io, o almeno non solo: si parla di ciò che sarebbe stato più credibile. E secondo me non è credibile che una ragazzina a cui per tutta la vita è stata inculcata l’idea che di Delirium si muoia accetti la cosa con tanta facilità.
Insomma, l’amore come malattia non solo non è originalissimo (in The Giver di Lois Lowry c’è una situazione estremamente simile), ma non è neanche sfruttato nel migliore dei modi. Mi stupisco perché curiosando qua e là (Amazon, Goodreads e recensioni varie) sembra che sia l’unica a pensare che tutto accada troppo in fretta, con pochi dubbi da parte di Lena. Me ne stupisco, francamente, perché per me è stato un difetto enorme e impossibile da ignorare.

Venendo alla nota più positiva – anzi, al tocco di genio – del romanzo, ho trovato fenomenale l’idea di inserire all’inizio di ogni capitolo citazioni di testi immaginari o meno che si trovano nel mondo di Lena. Geniale, davvero. In questo modo conosciamo meglio la realtà del romanzo.

In conclusione, Delirium era tutto sommato un po’ meglio di come lo immaginavo, ma non mi ha entusiasmata e l’ho trovato tutt’altro che perfetto. Di buono ci sono lo stile dell’autrice e un buon world-building, di negativo un’idea non sfruttata al meglio, sopra ogni cosa.

Presto leggerò Chaos (ma non potevano chiamarlo Pandemonium come la versione originale?) perché il finale lascia davvero con il fiato sospeso e comunque voglio sapere come procederà la storia, sperando che migliori.

Lake

Anteprima #1

10 Lug

Buongiorno, qui è Lake che vi parla!
Ogni tanto condivideremo qui sul blog la lista dei libri che vogliamo leggere (prima o poi, non necessariamente nell’immediato futuro), che stiamo leggendo, che abbiamo già letto e vogliamo recensire… Un po’ di tutto, con anche un breve commento su ciò che ci aspettiamo da un determinato romanzo.
Quindi… si parte!

IN LETTURA
Shades of life di Glinda Izabel

Trama: Pensava che la morte fosse la fine — poi l’amore la riportò alla vita.
Juniper Lee potrebbe concedersi ogni lusso. Potrebbe viaggiare senza preoccuparsi di avere una destinazione, abbandonarsi a ogni sorta di eccesso senza temere ripercussioni.
Ma non c’è nessun bene materiale che possa distrarla dalla solitudine che la divora, perché Juniper è un spettro intrappolato in una dimensione dai contorni indefiniti. .
Il suo cuore non batte realmente, e tutto di lei – i suoi respiri, i suoi sorrisi, le lacrime che spesso le solcano le guance, sono solo l’eco di una vita ormai lontana.
Juniper è sola e non possiede alcun ricordo. L’unica memoria che sollecita la sua mente, sin da quando si è risvegliata nella sua nuova forma spettrale, è quella di un nome. Il suo. Unica eredità della ragazza che doveva essere stata un tempo. Eppure, nonostante sembri non esserci nulla a legarla al mondo dei vivi, Juniper non riesce a seguire il raggio di luce che potrebbe aprirle le porte dell’aldilà.
Quando alla sua porta si presenta Logan, attraente ragazzo dallo sguardo scintillante, tutto per lei si tinge di nuovi e abbaglianti colori. Logan è diverso dagli altri spettri, è come se in sé nascondesse qualcosa di unico, che l’attrae in modo irresistibile.
Qualcosa di inspiegabile avviene quando i due si toccano, come l’esplosione di una forza celestiale. E un ingranaggio si smuove nei recessi della mente di lei, facendole provare sensazioni mai conosciute prima. Sensazioni che profumano di ricordi sopiti e verità dimenticate. Sensazioni che potrebbero rispondere alla domanda che l’ha assillata sin dal giorno del suo risveglio: chi è davvero Juniper Lee? (Trama presa da Amazon)

Cosa ne penso per ora: Al momento, il mio giudizio non è né nettamente positivo né nettamente negativo. Ho voluto leggere questo libro perché ne ho sentito parlare molto bene e seguo il blog di Glinda, L’atelier dei libri, quindi ero curiosa. Il problema è che credo che non sia propriamente il mio genere, visto che è estremamente zuccheroso, un po’ troppo per i miei gusti. Nonostante il giudizio personale, lo trovo un libro scritto molto bene, quindi comunque al momento lo consiglierei a chi apprezza il genere.

DA RECENSIRE

Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover

Trama: Lake arriva in Michigan dopo la morte del padre, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita appare all’improvviso dolce grazie a Will, il vicino di casa, a sua volta costretto dalla vita a crescere in fretta. L’intesa è immediata, ma il primo giorno nella nuova scuola Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori – giovanissimo, ma dall’altra parte della barricata. Altrettanto impossibile allontanarsi, dimenticarsi, rinunciare: e così Lake e Will si parlano attraverso la poesia, anzi, le poesie, in pubblico ma in segreto, servendosi di uno slam – una gara di versi – per dirsi tutto ciШ che devono e vogliono dirsi. Alla fine è qualcosa di molto semplice, di essenziale: tutto ciò che sappiamo dell’amore è che l’amore è tutto, come ha scritto Emily Dickinson a nome di tutti noi. (Quarta di copertina)

Lo voglio recensire perché nella sua semplicità è stato uno dei romanzi più dolci e commoventi che abbia letto, e anche perché il mio nickname deriva proprio da questo libro.

DA LEGGERE

piemme delirium lauren oliverDelirium di Lauren Oliver

Trama: Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita… (Quarta di copertina)

Lo voglio leggere perché: ce l’ho sulla libreria da mesi, ma non mi sono ancora decisa a cominciarlo. L’idea dell’amore visto come malattia non mi sembra originalissima, in molti mondi distopici l’amore è stato mostrato come vietato, però voglio comunque dare una possibilità a questo romanzo, sperando che sappia stupirmi.

Lake

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