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Allegiant – Veronica Roth

31 Mag

Titolo: Allegiant

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

Recensione: Alcune recensioni sono più difficili di altre da scrivere. Questa è stata estremamente difficile. Potete trovare le recensioni dei precedenti romanzi a questi link: Divergent e Insurgent. Entrambi mi erano piaciuti moltissimo.

Faccio una breve premessa: il finale di qualcosa, che sia un libro, una serie di libri, un manga o un telefilm, può renderlo ancora più bello o rovinarlo del tutto (mi è capitato di dare una stellina a un manga che fino alla fine mi era piaciuto moltissimo perché la conclusione era priva di senso). Nel caso di Allegiant sono stata estremamente combattuta: avrei dato cinque stelline per le emozioni che mi ha trasmesso questo libro, una o due per tutte le questioni che vengono lasciate in sospeso o spiegate malamente.

A differenza di Divergent e Insurgent, in Allegiant c’è un doppio punto di vista, oltre a quello di Tris c’è quello di Tobias. Quando si scrive in prima persona, bisogna saper differenziare le voci dei protagonisti, perché persone diverse racconteranno i fatti in modo diverso. Invece le due voci narranti sono assolutamente uguali, più e più volte sono dovuta tornare indietro per controllare chi stava parlando. Eppure, ahimè, non è il più grande dei problemi.

L’autrice si ritrova costretta a dare spiegazioni scientifiche riguardo ai divergenti e a tante altre cose, il problema è che sono spiegazioni estremamente traballanti, non ho le competenze per smontare ciò che viene detto nel libro ma credo che neppure la Roth le abbia.

Detto questo, come già spiegato in precedenza il libro mi è piaciuto da morire, sotto alcuni aspetti. Se si è in grado di chiudere un occhio di fronte ai vari difetti, è in grado di trasmettere tanto. Non avrei potuto non dare nemmeno la sufficienza a un romanzo che mi ha emozionata (al punto da scoppiare a piangere) come ha fatto Allegiant.

Un’ultima nota positiva per la scelta di inserire due personaggi gay, seppur secondari, nella storia, così come si era fatto capire in Insurgent che Lynn era lesbica e innamorata di Marlene.

Insomma, consiglierei questa saga? Sì, perché i primi due libri erano splendidi e il terzo raggiunge comunque la sufficienza. Non credo che Divergent sia la migliore saga distopica tra le tantissime che sono state pubblicate dopo il botto di Hunger Games, ma se vi piace il genere e se non siete troppo pignoli leggetela e vi piacerà.

Lake

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Insurgent – Veronica Roth

28 Ago

insurgent veronica rothTitolo: Insurgent

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Una scelta può cambiare il destino di una persona… o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l’orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei… Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.

Recensione: Dopo aver divorato Divergent in pochi giorni, ho sentito subito il bisogno di leggere Insurgent, sperando che non deludesse le mie aspettative, visto che il primo romanzo della saga mi era piaciuto da impazzire (potete trovare qui la mia recensione).

Insurgent è un romanzo piuttosto diverso dal primo della saga: in Divergent, i nemici di Tris erano tra gli intrepidi, che fossero istruttori o iniziati. Si era già vista Jeanine, sì, ma in maniera molto limitata, sebbene la sua presenza avesse gettato le basi per un buon seguito. Nel secondo romanzo, invece, la storia gira molto di più intorno ad alleanze e tradimenti politici, ma non immaginatevi per questo qualcosa di più noioso, non con una protagonista come Tris. Anzi, sebbene già Divergent fosse tutto fuorché noioso, in questo secondo capitolo non mancano i colpi di scena. Alcuni, in particolare, mi hanno fatto cadere la mascella a terra per lo stupore.

Quanto alla trama, purtroppo, ho trovato due plot hole che mi hanno lasciata alquanto perplessa. In una scena, a Tris – completamente paralizzata – vengono chiusi gli occhi, eppure la narrazione continua come se lei potesse vedere ogni cosa. Questo si nota da frasi un po’ forzate per una persona che non vede nulla, frasi molto più compatibili con chi ha una percezione completa. La seconda scena, invece, è la seguente: Tris e un altro personaggio hanno poco tempo, devono trovare una cosa e ci sono due porte. Cosa farebbero due persone intelligenti? Aprirebbero una porta, guarderebbero cosa c’è oltre (magari è uno sgabuzzino delle scope), poi aprirebbero l’altra. E invece no. I due si dividono ed entrano nelle stanze, subito, e la porta di Tris si chiude automaticamente alle sue spalle. Cavolo, Tris, prima di entrare dai almeno un’occhiata, invece di guardare solo dopo essere entrata!

Credo che la Roth sia migliorata. Nella prima recensione mi ero un po’ lamentata per i personaggi troppo bianchi o neri, troppo buoni o cattivi, senza vie di mezzo. In questo caso, invece, la personalità di tutti si fa più complessa, sfaccettata. Molte figure che erano rimaste in disparte senza essere caratterizzate acquistano carattere dando quindi profondità e complessità alla trama. Un personaggio che ho amato molto, per esempio, è senza dubbio Lynn.

Un pregio che avevo già notato nel primo e che ho notato ancora di più in Insurgent è il seguente: la Roth non si fa alcun problema a uccidere i propri personaggi qualora sia necessario, anche in modi piuttosto crudi. Non ci sono però descrizioni troppo violente, resta comunque un romanzo per young adults. È una qualità che apprezzo perché non si può mai avere la certezza che un determinato personaggio resti vivo fino alla fine.

L’autrice, però, a mio parere ha molteplici capacità: per esempio, sempre restando nel target, ho trovato molto sensuali alcune scene tra Tris e Quattro/Tobias. Inoltre, di questa cosa me ne sono accorta solo nel secondo romanzo, ma era così anche nel primo, lei scrive in cento pagine quello che altri scriverebbero in trenta, eppure tutto si può dire di lei, ma non che il suo stile sia lento e noioso, visto che non ci si annoia mai.

Un’ultima nota positiva nei confronti della De Agostini che ha creato una copertina double-face in grado di accontentare sia chi preferisce la versione originale, che chi preferisce quella nostrana. Io trovo molto più bella la versione italiana, e voi?

In conclusione, ho trovato questo capitolo mediamente all’altezza (un’altezza… molto alta XD) del primo, sotto alcuni aspetti migliore (uno su tutti i personaggi) sotto altri no (quelle due scene che mi hanno fatto storcere il naso). Non vedo l’ora che Allegiant arrivi in Italia, dopo due libri così belli credo proprio che non resterò delusa.

Lake

Divergent – Veronica Roth

23 Lug

divergent veronica rothTitolo: Divergent

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 9,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza… (Dalla quarta di copertina)

Recensione: Non sapevo bene cosa aspettarmi con la lettura di Divergent. Ne avevo sentito parlare molto, sia molto bene che molto male. Una parte di me temeva di trovarsi tra le mani una brutta copia di Hunger Games. Risultato? Credo che le stelline parlino da sole.

Ci sono libri che conquistano dalla prima pagina… Non è stato il caso di Divergent. Nelle prime pagine, a parer mio, l’autrice non ha affatto dato il meglio. L’inizio è un po’ lento, si vede Beatrice intenta a prepararsi per le valutazioni. È dalla cerimonia della scelta che il libro si fa particolarmente interessante: Beatrice ha presentato caratteristiche intermedie tra gli Intrepidi, gli Abneganti (fazione da cui proviene) e gli Eruditi, è quindi una Divergente, ma non lo sa e non lo deve sapere nessuno. Avendo scartato gli Eruditi (avrei preferito qualche informazione in più al riguardo: perché li ha subito scartati? Non le piace il comportamento della fazione – cosa che verrà approfondita – o c’è altro?), si ritrova a dover scegliere tra Abneganti e Intrepidi. La parte della cerimonia mi è piaciuta in particolar modo perché la sua stessa scelta farà prevalere il coraggio – caratteristica degli intrepidi – o l’altruismo – tipico degli abneganti – poiché in un caso avrà il coraggio di abbandonare la propria fazione, nel secondo caso invece prevarrebbe l’istinto altruista di restare con la propria famiglia

Come scritto nella quarta di copertina, Beatrice sceglie gli Intrepidi, aggiungerei per il bene del libro, visto che dubito che l’addestramento degli abneganti sia altrettanto interessante. XD

Senza entrare nei dettagli – non voglio rivelare troppo e togliervi il piacere di stupirvi – vi dico che dalla fine della cerimonia, il libro si fa appassionante e travolgente, l’autrice tira fuori una trovata dietro l’altra, durante l’addestramento non ci si annoia mai, ho avuto sempre la voglia di andare avanti e a cinquanta pagine dalla fine mi sono dovuta staccare a forza dal libro perché avevo altro da fare. Ci sono moltissime scene che lasciano con il fiato sospeso e, nonostante sia un libro per ragazzi, l’autrice non si fa alcun problema a sacrificare i propri personaggi, qualora sia necessario (una morte in particolare mi ha lasciata senza parole e mi chiedo come si svilupperà la cosa in Insurgent).
Ho apprezzato tantissimo anche la storia d’amore tra Tris e Quattro (che, giusto per farvelo sapere, secondo me ha un nome fighissimo), tormentata al punto giusto e sviluppata in modo molto graduale e naturale, senza mai offuscare il resto della trama. Quattro è un personaggio fantastico, l’ho amato come pochi altri protagonisti maschili.

Parlando di personaggi, mi è piaciuta anche Tris: tanto per cominciare, non è particolarmente bella, caratteristica abbastanza rara. Stando a quanto ci dice l’autrice, Tris è bassa, piatta e con il naso un po’ troppo pronunciato. Non è un personaggio perfetto, insomma, neppure a livello fisico, e l’ho apprezzato molto. Secondo la descrizione, neanche Quattro è oggettivamente uno splendore: nessuno dei due è il classico bellone, sono due ragazzi normali che si innamoreranno per qualcosa che va oltre l’aspetto fisico. Per quanto riguarda gli altri personaggi, ammetto di averli trovati un po’ troppo bianchi o neri, salvo pochissime eccezioni – davvero poche – sono tutti classificabili in nemici e amici. Avrei preferito un po’ di “grigio” in più.

Nonostante qualche difettuccio, Divergent resta comunque uno dei miei distopici YA preferiti, credo che lo metterei più o meno sul livello del mio amato Hunger Games. Chi ama il genere non può proprio perderselo.

Lake

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