Tag Archives: urban fantasy

Anteprima #10

16 Ott

IN LETTURA

Un cavallo nell’ombra, di Kate Sherwood

Trama: Dan pensa all’idea di continuare semplicemente a guidare, lasciando tutti i casini alle spalle. Ha abbastanza denaro per farlo. Si potrebbe organizzare, fare arrivare il suo cavallo e le sue cose dove deciderà di fermarsi. D’altra parte, andarsene è quello che ha sempre fatto, ogni volta che le cose sono diventate troppo difficili – e, davvero, è sempre andata bene così.

Dan Wheeler pensava di aver trovato un equilibrio e un amore che sarebbero durati in eterno con Justin Archer, suo partner nella vita e nel lavoro. Ma quando Dan, continuando a lavorare alle dipendenze dei genitori di Justin come addestratore di cavalli, si trova tragicamente di nuovo da solo, deve riuscire ad accettare che la sua vita perfetta è irrimediabilmente scomparsa.

È qui che entrano in scena il miliardario Evan Kaminski, arrivato alla scuderia con l’intenzione di comprare un cavallo alla sorella minore, e l’amante di Evan, Jeff Stevens, che sembra capire non solo in che cosa consista il lavoro di Dan, ma molto di più. Mentre lotta per cercare di affrontare tutti gli sconvolgimenti nella sua vita, Dan si ritrova, suo malgrado, attratto sia dall’intensa ma imprevedibile passionalità di Evan, sia dalla quieta saggezza di Jeff. Riuscirà Dan ad essere forte abbastanza da rischiare di dare una possibilità a questo nuovo amore, o deciderà invece che per lui sia meglio – più sicuro – rimanere da solo?

Cosa ne penso per ora: Il romanzo inizia e promette molto bene. L’intera prima parte, più o meno fino a metà libro, è molto commovente, non poche volte mi sono ritrovata quasi a piangere. La seconda parte per ora è interessante. Molti refusi, però, per quanto riguarda l’editing.

DA RECENSIRE 

I Cacciatori di vampiri. La saga completa dei Gardella, di Colleen Gleason (Vol. 1- 5)

Trama: 

Da generazioni i Gardella sono cacciatori di vampiri: al compimento della maggiore età i discendenti sono chiamati ad accettare il destino della famiglia. Questa volta la prescelta è Victoria. Mentre la sua vita scorre tra sontuose sale da ballo e vicoli solitari illuminati dalla luna, il suo cuore è diviso tra il più ambito scapolo di Londra, il marchese di Rockley, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. Ma quando si ritroverà faccia a faccia con il più potente vampiro mai esistito, Victoria dovrà compiere la scelta estrema tra amore e dovere…
È solo la prima delle tante sfide che attendono la coraggiosa cacciatrice di vampiri, in una straordinaria, eccitante serie che ha appassionato milioni di lettori. Cacciatori di vampiri, La condanna del vampiro, La rivolta dei vampiri, Il crepuscolo dei vampiri e Il bacio del vampiro: in un unico volume tutte le avventure della saga dei Gardella, un’avvincente storia di sangue, amore e morte, tra gli splendori e le ombre dell’Europa di inizio Ottocento.

Lo voglio recensire perché: mi era stato consigliato un sacco di volte e avevo sempre rimandato la lettura. Alla fine, la settimana scorsa, avevo voglia di una storia con vampiri, e l’ho preso. Ho divorato i cinque volumi in poco tempo.

DA LEGGERE

Una seconda opportunità, di Tisifone Samyliak

Trama: Erano passati due giorni da quando Andrea era sparito, due giorni senza un messaggio, una telefonata, un biglietto. Nulla di nulla. Quando anche il suo cellulare aveva smesso di dare segni di vita, Caterina si era arresa all’evidenza e la preoccupazione era diventata delusione e poi rabbia, una rabbia incontenibile che aveva rivolto verso se stessa. «È colpa tua, tua, solo tua,» aveva urlato al proprio riflesso, dopo essersi strappata di dosso gli abiti informi che coprivano il suo corpo imperfetto. «È inutile che sprechi tempo a spulciare nei negozi alla ricerca di qualcosa che esalti i tuoi patetici pregi perché tanto arriva il momento in cui nulla ti copre se non il vostro amore. E questo, a lui, non basta più.» (Dal sito dell’editore)

Lo voglio leggere perché: la trama mi ha incuriosita ed è il primo racconto pubblicato nella collana Spicy di Triskell Edizioni. Sono curiosa.

Cuore – Antonella Arietano

3 Ott

cuore antonella arietanoTitolo: Cuore

Autore: Antonella Arietano

Editore: Triskell Edizioni

Prezzo: GRATIS, scaricabile qui

Voto:

Trama: Eilin e Galvan appartengono a due mondi diversi: lei è una fata, lui un essere umano. Questo non impedisce loro di innamorarsi, ma il loro amore richiama l’attenzione di una delle fate più potenti, Rawenna, attirata irrimediabilmente dal cuore di Galvan. Sarà l’inizio di un lungo incubo, che costringerà i due giovani amanti a una lotta impari e quasi disperata, con un unico obiettivo: impedire a Rawenna di avere il cuore di Galvan.

Recensione: Cuore è uno dei racconti gratuiti di Triskell Edizioni, ed è un racconto molto corposo, perché sono ben quarantotto pagine.

Avevo già letto I talenti delle fate scritto dalla stessa autrice e mi era piaciuto sotto ogni punto di vista. Cuore comincia in maniera molto accattivante, con il protagonista maschile… morto. Infatti mi sono sentita subito molto incuriosita e ne ho voluto sapere di più.

Rispetto al romanzo della Arietano, ho trovato questo racconto un po’ più acerbo: i personaggi non sono caratterizzati in maniera eccelsa come ne I talenti delle fate, un po’ è comprensibile a causa della brevità dello scritto, ma a parer mio restano comunque troppo accennati. Altro difetto riguarda la narrazione, molte parti sono raccontate e non mostrate. Per chi non lo sapesse, si parla di raccontato e mostrato o, in inglese, “Show don’t tell” per indicare la differenza tra due modi diversi per comunicare al lettore i fatti. Se Luca ha sposato Anna posso dire “Luca e Anna si sposarono e fu una festa magnifica” ed è raccontato, oppure posso descrivere la festa, il calore dei parenti, la musica e così via, e in quel caso sarebbe mostrato, perché farei vedere al lettore ciò che intendo, e in genere questa tecnica è preferibile. Molte parti di questo racconto sono appunto raccontate. Anche in questo caso, è giustificabile dalla lunghezza del testo, visto che altrimenti si sarebbe trasformato da racconto in romanzo, ma la storia mi è piaciuta talmente tanto che avrei preferito saperne di più.

La trama è infatti originale e ben congegnata, il racconto ha una certa dose di pathos che cresce fino ad arrivare al finale che mi ha lasciata a bocca aperta per la sorpresa. Nonostante quanto detto su Eilin e Galvan, Gwen è un ottimo personaggio secondario, molto caratterizzato sia nel modo di parlare che nella personalità.

In definitiva, Cuore è un racconto che, sebbene qualche difetto riscontrato abbastanza soggettivo, vale la pena leggere, soprattutto se vi piacciono le fate. È anche gratis, quindi che volete di più? 😉

Caccia a Seth – J. R. Loveless Recensione in ANTEPRIMA

9 Ago

Titolo: Caccia a Seth

Autore: J. R. Loveless

Editore: Dreamspinner Press

Prezzo: 6,99 $ (ebook)

Voto: 

Trama: Il veterinario Seth Davies arriva a Senaka, nel Wyoming, alla ricerca di tranquillità e di anonimato, per tentare di fuggire dal proprio passato. Da sempre è stato una calamita per i guai e per il dolore, e ha avuto buone dosi di entrambi. Kasey Whitedove lo condanna a prima vista. È convinto che nessun uomo bianco potrebbe amare gli animali nel modo in cui la maggior parte del popolo Cheyenne si aspetterebbe, così rende i primi giorni di Seth a Senaka un vero incubo.

Tuttavia un incidente pone Kasey nella difficile posizione di dover mettere da parte l’orgoglio e di desiderare ardentemente Seth, nonostante i pericoli della sua vita da licantropo e i pesanti segreti dell’altro uomo. Per Kasey, dare la caccia a Seth e tenerlo al sicuro dal suo passato è appena diventata la priorità. (Dal sito dell’editore)

Recensione: Ho divorato questo libro in meno di un giorno e devo dire che mi è piaciuto molto. La storia prende sin dalle prime righe e non sono riuscita a staccarmene fino all’ultima pagina. Da amante dei licantropi devo dire che il tema è stato trattato abbastanza bene. Nel libro si parla di mutaforma quindi non dei più conosciuti lupi mannari che si trasformano solo nelle notti di luna piena, ma di quei licantropi in grado di cambiare forma da umano a lupo e viceversa a piacimento. Si tratta di un mito molto diffuso fra le popolazioni indigene dell’America, in questo caso parliamo dei Cheyenne.

Il libro ha molti punti forti, a partire dalla trama che intriga e dalla capacità della scrittrice di trarre in inganno il lettore per poi sorprenderlo alla fine con una scoperta che non poteva essere prevista ma che era stata accennata durante la storia, così da far risultare credibile il tutto.

Un altro punto forte sono le reazioni di Seth quando gli vengono rivelati alcuni fatti di cui non era a conoscenza. Una reazione realistica, non di quelle in cui il protagonista perdona tutto e tutti in nome dell’amore e dell’amicizia e in un batter d’occhio. È una cosa che ho apprezzato molto.

I personaggi sono ben caratterizzati, l’unico che soffre un po’ di poca personalità è la segretaria di Seth, che ha una parte secondaria nel libro ma che rispetto agli altri personaggi non protagonisti risulta più sbiadita. Tutti gli altri sono molto ben riusciti, in particolar modo Kasey, Seth, Nick, Jeremiah, e perfino Taggart (questo “perfino” lo capirete solo una volta letto il libro per intero, non posso aggiungere niente qui altrimenti rischio di spoilerare troppo).

Una piccola nota negativa però c’è, almeno per quanto riguarda ciò che mi aspetto da una storia con licantropi, mutaforma o “normali” lupi mannari che siano. I vestiti dei mutaforma non si strappano mentre si trasformano. Quindi non c’è bisogno di spogliarsi prima dell’imminente mutazione da uomo in lupo e al ritorno alla forma umana, si ritrovano già belli e vestiti. So che così la cosa diventa più facile da gestire per l’autrice, ma è una scelta che non condivido. I vestiti non fanno parte del corpo, e non vedo come possano mutare nel momento in cui invece di un umano entra in scena il lupo. Diventano pelliccia? Spariscono per magia e poi ritornano?

Ciò non toglie niente però alla validità e alla bontà della trama, per cui vi consiglio la lettura di questo libro e aspetto che J. R. Loveless pubblichi il secondo volume, in cui il protagonista sarà il fratello di Kasey, Thayne. E posso già dirvi che sarà di sicuro interessante, visto come si sono messe le cose nel primo volume 😉

L’uscita di Caccia a Seth è prevista per il 13 agosto 2013, non perdetevelo!

Red

Razzismo letterario

19 Lug

Salve a tutti, quest’oggi vorremmo parlarvi di un problema che a parer nostro rovina l’ambiente letterario: il razzismo letterario.

Può sembrare un termine troppo forte, ma crediamo che il significato sia comunque adeguato a ciò che questo fenomeno è: credo che chiunque, almeno una volta, abbia assistito a un comportamento del genere. Il razzista letterario è colui che giudica un libro senza averlo letto, basandosi prevalentemente su due fattori: genere e target. In determinati casi possono aggiungersi all’elenco anche la copertina o altri fattori, ma sono principalmente i due citati in precedenza a scatenare tale comportamento.

Il razzista letterario si sente in diritto di giudicare scadente un testo senza averlo letto. Di solito, vengono criticati i testi che vanno di moda: vanno di moda le distopie YA? Tutte le distopie YA fanno schifo. È il momento dell’erotico? Bleah, erotico, roba di bassa qualità. Arrivano in Italia i testi new adult? Schifo, schifo, ancora schifo. Poi ci sono anche i generi che non passano mai di moda, come il fantasy (prevalentemente l’urban, se poi ci sono vampiri e licantropi non ne parliamo) e il romance.

Il razzista letterario crede che i romance siano tutti uguali, che i paranormal non siano altro che una scopiazzatura di Twilight, così come le distopie sono viste identiche a Hunger Games, anche quando non c’entrano niente. Il razzista letterario in genere non ha mai letto più di uno o due libri appartenenti al genere che tanto critica. E anche se ne avesse letti dieci, cento o mille (a quel punto sorgerebbe spontanea la domanda: che li legge a fare?), sarebbe comunque sbagliato reputare scadente un testo senza averlo letto.

Crediamo che sia opportuno ribadire un presupposto importantissimo: ognuno può leggere quello che vuole. C’è chi legge solo romance, per esempio: se gli piace, buon per lui, non sarebbe il nostro caso, ma perché dovremmo giudicare chi ama intrattenersi solo con quella lettura? È normale che non si apprezzi ogni genere letterario esistente. È lecito. Quando un genere piace molto, si riesce a leggere volentieri anche testi non eccellenti, fanno comunque passare del tempo piacevole. Capiamo perfettamente che per altri non vada così. Non capiamo, però, perché non ci si possa limitare a rispettare i gusti altrui. Dire “il tale genere non mi piace” va bene, dire “questo genere fa schifo” è offensivo. Soprattutto quando quel genere non si conosce e ci si basa solo su pregiudizi.

La lettura, secondo noi, deve essere un piacere. E ognuno dovrebbe poter esprimere la propria opinione su un libro senza essere giudicato lettore di bassa qualità, solo perché il genere che ama si porta dietro i pregiudizi di chi vuol passare per un illustre conoscitore di letteratura, non di narrativa.

La lettura deve essere un piacere.
La lettura allarga gli orizzonti. Ma questo il razzista letterario a quanto pare ancora non l’ha capito.

Lake e Red

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