Tag Archives: young adults

Allegiant – Veronica Roth

31 Mag

Titolo: Allegiant

Autore: Veronica Roth

Editore: De Agostini

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 8,99 € (ebook)

Voto:

Trama: La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il “sistema per fazioni” era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l’amore e il sacrificio.

Recensione: Alcune recensioni sono più difficili di altre da scrivere. Questa è stata estremamente difficile. Potete trovare le recensioni dei precedenti romanzi a questi link: Divergent e Insurgent. Entrambi mi erano piaciuti moltissimo.

Faccio una breve premessa: il finale di qualcosa, che sia un libro, una serie di libri, un manga o un telefilm, può renderlo ancora più bello o rovinarlo del tutto (mi è capitato di dare una stellina a un manga che fino alla fine mi era piaciuto moltissimo perché la conclusione era priva di senso). Nel caso di Allegiant sono stata estremamente combattuta: avrei dato cinque stelline per le emozioni che mi ha trasmesso questo libro, una o due per tutte le questioni che vengono lasciate in sospeso o spiegate malamente.

A differenza di Divergent e Insurgent, in Allegiant c’è un doppio punto di vista, oltre a quello di Tris c’è quello di Tobias. Quando si scrive in prima persona, bisogna saper differenziare le voci dei protagonisti, perché persone diverse racconteranno i fatti in modo diverso. Invece le due voci narranti sono assolutamente uguali, più e più volte sono dovuta tornare indietro per controllare chi stava parlando. Eppure, ahimè, non è il più grande dei problemi.

L’autrice si ritrova costretta a dare spiegazioni scientifiche riguardo ai divergenti e a tante altre cose, il problema è che sono spiegazioni estremamente traballanti, non ho le competenze per smontare ciò che viene detto nel libro ma credo che neppure la Roth le abbia.

Detto questo, come già spiegato in precedenza il libro mi è piaciuto da morire, sotto alcuni aspetti. Se si è in grado di chiudere un occhio di fronte ai vari difetti, è in grado di trasmettere tanto. Non avrei potuto non dare nemmeno la sufficienza a un romanzo che mi ha emozionata (al punto da scoppiare a piangere) come ha fatto Allegiant.

Un’ultima nota positiva per la scelta di inserire due personaggi gay, seppur secondari, nella storia, così come si era fatto capire in Insurgent che Lynn era lesbica e innamorata di Marlene.

Insomma, consiglierei questa saga? Sì, perché i primi due libri erano splendidi e il terzo raggiunge comunque la sufficienza. Non credo che Divergent sia la migliore saga distopica tra le tantissime che sono state pubblicate dopo il botto di Hunger Games, ma se vi piace il genere e se non siete troppo pignoli leggetela e vi piacerà.

Lake

Requiem di Lauren Oliver

21 Mag

Titolo: Requiem

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,90 € (ebook)

Voto:

Trama: Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l’amore dalla faccia della Terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle Terre Selvagge, dove ha anche reincontrato Alex, il primo amore che pensava morto… Ormai, però, nemmeno le Terre Selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l’esistenza degli Invalidi e i Regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine.

Recensione: Avevo letto Delirium e l’avevo trovato mediocre. Avevo letto Chaos e l’avevo trovato splendido. Nel cominciare a leggere Requiem, potevo solo sperare che la Oliver riuscisse a mantenere il livello del secondo capitolo della saga.

In Requiem vediamo l’alternarsi dei punti di vista di Lena e Hana, la sua migliore amica, che da personaggio marginale acquisisce una grande importanza. Credo che l’autrice sia stata molto brava a caratterizzare entrambe, dotandole di molto carattere. Lo stile è migliorato molto: la narrazione è meno lenta e più viva, realistica; vengono descritte spesso sensazioni, odori e così via, rendendo più facile entrare nella testa delle protagoniste.

Non è stato facile decidere che voto dare a questo romanzo: da una parte l’ho apprezzato moltissimo e l’ho letto in una giornata, dall’altra, a posteriori, mi è stato impossibile ignorare le forzature e i difetti.

Uno dei difetti più grossi è Coral: senza dire troppo, ha una certa importanza, ma il suo carattere è quasi inesistente. È un personaggio buttato lì, e se fosse stata una qualsiasi tra i tanti ci sarei anche passata sopra (il gruppo di Lena è molto numeroso ed è normale che alcuni membri siano più caratterizzati di altri), ma non è così.

Inoltre, la trama mi è parsa a tratti troppo forzata: l’autrice voleva che andasse in una determinata direzione e la sua mano è troppo visibile, ci sono avvenimenti troppo poco credibili.

Complessivamente, però, il romanzo mi è piaciuto molto. Lo stile della Oliver è davvero piacevole da leggere e la storia non annoia mai. Non lo considero al livello di Chaos, ma tutto sommato la trovo una conclusione più che decente per questa trilogia.

Di solito concludo la recensione dicendo perché lo consiglio o lo sconsiglio, ma trattandosi dell’ultimo capitolo di una trilogia non avrebbe senso riferirmi al singolo libro: di conseguenza, consiglio la saga a chi ama il genere distopico/romance e ha voglia di leggere qualcosa di leggero e ben scritto, purché si sia disposti a chiudere un occhio di fronte a qualche forzatura qua e là.

Lake

 

Crossed, la fuga – Ally Condie

31 Ott

crossed la fuga ally condieTitolo: Crossed, la fuga

Autore: Ally Condie

Editore: Fazi Editore

Prezzo: 14,90 € (cartaceo), 7,99 € (ebook)

Voto:


Trama: Per Cassia Reyes le regole del gioco sono cambiate. Solo poco tempo prima, un sofisticato sistema informatico creato dalla Società ha scelto come suo promesso Xander, il suo migliore amico: doveva essere il compagno perfetto, ma una macchina non può comandare il cuore. Infatti il ragazzo che lei ama è Ky Markham, una Aberrazione, un individuo che la Società considera pericoloso e indegno di essere promesso a qualcuno. Un errore che proietta Cassia in una nuova dimensione di verità e conoscenza dove può comprendere le mancanze e i difetti del Sistema che governa le loro esistenze. Scoprendo dentro di sé una forza che non sapeva di possedere, Cassia si allontana da un destino già programmato e si mette in viaggio verso le estreme frontiere della nazione per ricongiungersi a Ky, che è stato rapito e portato nei campi di lavoro dove la Società confina coloro che non ritiene idonei. Il percorso di Cassia sarà duro e pieno di ostacoli, ma proprio quando ogni speranza di rivederlo sembra perduta verrà a sapere che Ky si è rifugiato tra i profondi canyon che circondano la Società, luoghi ancora inesplorati dove non c’è traccia di vita umana. È proprio tra quelle gole che la ragazza farà la scoperta che muterà la sua vita e le permetterà di capire che non tutto è perduto e che dentro quel mondo apparentemente immobile e perfetto c’è un seme di cambiamento e di libertà. Una ribellione sta montando, e Cassia sarà finalmente libera di scegliere.

Recensione: Avevo recensito Matched qui e mi era piaciuto tantissimo. La saga della Condie è stata senza dubbio una delle sorprese migliori degli ultimi tempi, non avevo grandi aspettative e l’ho trovata meravigliosa.

Temevo che Crossed non fosse all’altezza del primo, ma… be’, direi che le stelline parlano da sole, no?

In Crossed ritroviamo la Società del primo, ma vista sotto una luce diversa: non più l’apparente utopia di Matched, ma qualcosa di molto più distopico, seppur assolutamente compatibile con l’universo visto prima. La storia d’amore tra Cassia e Ky continua a essere una delle colonne portanti del romanzo, ma il loro rapporto si evolve. Si può dire che in Matched fosse quasi idealizzato a causa dell’impossibilità per i due di stare insieme. In Crossed, invece, i due personaggi si scontreranno con i problemi reali che derivano dallo stare insieme in una società del genere.

Una delle cose che continuo ad adorare della saga è il world building, Visto che la narrazione è in prima persona, conosciamo nuovi aspetti della Società insieme alla stessa Cassia che, per prima, è all’oscuro di molte cose, e l’autrice è brava a non rivelare troppo. Ogni scena, ogni situazione inspiegabile non è mai fine a sé stessa. Ciò che non mi aveva convinta nel primo libro ha trovato una spiegazione nel secondo.

Molte cose, una volta terminata la lettura di Crossed, sono rimaste poco chiare, lasciando spazio a varie mie teorie. Sono sicura che tutto troverà una spiegazione in Reached, che ho intenzione di leggere presto.

L’unica nota davvero negativa non riguarda né la trama, né lo stile dell’autrice, ma la traduzione. Già nel primo c’erano alcune cose che non mi convincevano, in Crossed la situazione è peggiorata: ho trovato qualche frase palesemente senza senso e la scelta di alcuni termini mi ha quasi infastidita. Spero che in Reached la situazione migliori un po’. Ho deciso di dare comunque il massimo perché la storia merita comunque moltissimo e riconfermo ciò che ho già detto e lasciato intendere: questa saga, a parer mio, è la migliore nel genere ed è davvero un peccato che abbia avuto meno successo di altre qui in Italia.

Lake

Chaos – Lauren Oliver

17 Ott

chaos lauren oliverTitolo: Chaos

Autore: Lauren Oliver

Editore: Piemme Freeway

Prezzo: 17,00 € (cartaceo), 6,99 € (ebook)

Voto: 

Trama: Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L’amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall’altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex… (Da Amazon)

Recensione: Qualche tempo fa avevo letto e recensito Delirium di Lauren Oliver: l’avevo trovato un libro abbastanza mediocre, leggibile ma non eccezionale, con dei buoni punti di forza ma con troppi difetti, uno su tutti la trama lenta e mal gestita (a mio parere). Gli avevo dato tre stelline, la sufficienza insomma. Visto che sono una drogata di distopie, ho letto anche Chaos, sperando in un miglioramento senza aspettarmi miracoli.

Invece, sembra proprio che ci sia stato il miracolo.
La storia comincia dove è finito Delirium. Lena vaga per le Terre Selvagge (che tra l’altro hanno lo stesso nome di Never Sky. Colpa dei traduttori o della poca fantasia di Veronica Rossi?). Da lì incontrerà un sacco di personaggi, tutti interessanti e con una storia alle spalle. La stessa Lena, a parer mio, è diventata un personaggio più complesso. In Delirium la voce narrante aveva molto carattere, cosa assolutamente non scontata, in Chaos va anche meglio. Credo anche che la Oliver abbia affinato molto il proprio stile, rendendolo più caratteristico e riconoscibile, nonché poetico e realistico allo stesso tempo. Le sensazioni provate da Lena sono molto vivide anche e soprattutto perché l’autrice usa tutti e cinque i sensi di Lena per le descrizioni. Gli infodump trovati nel primo non sono scomparsi, ma sono diminuiti tantissimo, quindi il miglioramento c’è stato anche dal lato puramente tecnico. Credo che comunque non sia un difetto tale da togliere il voto massimo.

Ma veniamo alla storia: quella di Delirium a parer mio era lenta e prevedibile; Chaos, invece, è imprevedibile e mai noioso o lento. Vengono alternati passato e presente in modo molto efficace e vi assicuro che mi è stato difficile interrompere la lettura.

L’imprevedibilità nella storia d’amore che non avevo riscontrato in Delirium è invece uno dei punti di forza di Chaos. Non voglio dirvi chi si innamora di chi; potreste averlo letto in altre recensioni, ma potrebbe anche esserci chi come me era completamente all’oscuro di ciò che sarebbe successo e non riuscivo a crederci fino all’ultimo.

Il finale, poi, è davvero col botto. Mi chiedo che cosa si sia inventata l’autrice per il terzo capitolo della saga, perché ha creato delle situazioni che non sarà facile risolvere.

Unica nota negativa per la traduzione: oltre a frasi a parer mio tradotte in maniera un po’ grossolana, mi ha veramente infastidita il fatto che i personaggi bestemmiassero spesso. Molte persone ignorano la differenza tra bestemmia e imprecazione e credo proprio che sia anche il caso della traduttrice.

Detto questo, se ero un po’ restia nel consigliare Delirium, consiglio caldamente di leggere la saga dopo aver terminato Chaos. Si tratta di un ottimo romanzo sotto ogni punto di vista e ci sono tutti i presupposti per un terzo capitolo all’altezza del secondo.

Lake

Anteprima #9

9 Ott

IN LETTURA

gens arcana cecilia randallGens Arcana di Cecilia Randall

Trama: Firenze, 1478. Valiano de’ Nieri è discendente di una delle più antiche e nobili famiglie italiane di Arcani. Essere Arcano significa poter invocare la quinta essentia, il quinto elemento di Natura capace di combinarsi con gli altri quattro – Aria, Acqua, Terra e Fuoco – e di governarli. Il potere arcano è immenso e può determinare le sorti dell’umanità intera: per questo si tramanda solo attraverso il lignaggio del sangue e va protetto e tenuto segreto. Ma Valiano ha rifiutato i suoi poteri e la sua “predestinazione”, è fuggito e cerca di vivere normalmente lavorando come apprendista liutaio. Quando però suo padre Bonconte muore in circostanze misteriose e il suo amato fratello Angelo viene rapito, Valiano capisce di non potersi più sottrarre al proprio destino: il machiavellico cugino Folco de’ Nieri sta scalando il potere all’interno della famiglia e, pur di realizzare la sua ambizione, è pronto a sfruttare una conoscenza proibita – e Valiano deve fermarlo. Sullo sfondo della magnifica Firenze di Lorenzo de’ Medici, le gesta arcane si mescolano a quelle della congiura dei Pazzi in un vortice a cui nulla e nessuno potrà sottrarsi…

Cosa ne penso per ora: Ho trovato questo libro per caso. Coniuga due elementi che mi piacciono moltissimo, il fantasy e il Rinascimento. Credo che ci metterò tanto per leggerlo: è interessante, ma è davvero spesso… Lo ammetto: quelle seicento pagine mi spaventano un po’, in un periodo in cui ho voglia di letture leggere!

DA RECENSIRE

crossed la fuga ally condieCrossed – La fuga di Ally Condie

Trama: Per Cassia Reyes le regole del gioco sono cambiate. Solo poco tempo prima, un sofisticato sistema informatico creato dalla Società ha scelto come suo promesso Xander, il suo migliore amico: doveva essere il compagno perfetto, ma una macchina non può comandare il cuore. Infatti il ragazzo che lei ama è Ky Markham, una Aberrazione, un individuo che la Società considera pericoloso e indegno di essere promesso a qualcuno. Un errore che proietta Cassia in una nuova dimensione di verità e conoscenza dove può comprendere le mancanze e i difetti del Sistema che governa le loro esistenze. Scoprendo dentro di sé una forza che non sapeva di possedere, Cassia si allontana da un destino già programmato e si mette in viaggio verso le estreme frontiere della nazione per ricongiungersi a Ky, che è stato rapito e portato nei campi di lavoro dove la Società confina coloro che non ritiene idonei. Il percorso di Cassia sarà duro e pieno di ostacoli, ma proprio quando ogni speranza di rivederlo sembra perduta verrà a sapere che Ky si è rifugiato tra i profondi canyon che circondano la Società, luoghi ancora inesplorati dove non c’è traccia di vita umana. È proprio tra quelle gole che la ragazza farà la scoperta che muterà la sua vita e le permetterà di capire che non tutto è perduto e che dentro quel mondo apparentemente immobile e perfetto c’è un seme di cambiamento e di libertà. Una ribellione sta montando, e Cassia sarà finalmente libera di scegliere.

Lo voglio recensire perché: ho recensito Matched qui e mi era piaciuto tantissimo. Recensirò anche Reached, ovviamente. Credo che quella della Condie sia la serie distopica migliore in assoluto, ma è anche sottovalutata, quindi mi fa particolarmente piacere parlarne bene e farla conoscere agli altri.

DA LEGGERE

non lasciarmi mai emily hainsworthNon lasciarmi mai di Emily Hainsworth

Trama: Cam non sa darsi pace, da quando Viv è morta in un incidente. Era il grande amore della sua vita, la sua ancora di salvezza da una famiglia complicata, il suo unico sostegno dopo la brutta frattura che gli aveva stroncato una carriera nel football. Un giorno, nel punto in cui Viv è morta, Cam ha una strana apparizione. Sembra un fantasma, ma è una ragazza che viene da un mondo parallelo, e si chiama Nina. In questo mondo, al tempo stesso simile e diverso da quello reale, Viv non è mai morta. Cam è al settimo cielo quando scopre che finalmente potrà riaverla. Ma questa Viv si rivela piuttosto diversa dalla sua, e poi c’è Nina che si mette di mezzo. Allora Cam si trova a dover scegliere dove e con chi stare, e deve farlo in fretta, perché il varco tra i due mondi si fa sempre più stretto…

Lo voglio leggere perché: ho letto la trama e ho pensato “MIO”. Ha tutte le carte in regola per piacermi tantissimo. Sono proprio curiosa!

Lake

Il donatore, La rivincita, Il messaggero, Il figlio – Lois Lowry

30 Set

the giver il donatore lois lowryTitolo: The Giver – Il donatore, La rivincita – Gathering blue, Il messaggero, Il figlio

Autore: Lois Lowry

Editore: Giunti Y

Prezzo: 9,90 € l’uno a parte Il messaggero (14,50 €)

Recensione: In via del tutto eccezionale, ho deciso di non usare le stelline per la recensione di questa saga, per due motivi: in primis, la valutazione di una serie non può a parer mio limitarsi a una semplice media matematica, perché non tutti i voti hanno lo stesso peso. Vi faccio un esempio teorico: supponiamo che i primi due libri di una serie siano splendidi e che l’ultimo sia pessimo, in quel caso una conclusione tremenda potrebbe abbassare ulteriormente il voto, rispetto alla media delle singole valutazioni.

In questo caso, però, non sarei in grado neppure di dare un voto ai singoli libri, eccezion fatta per il primo. Mai prima d’ora sono stata così confusa sul voto da dare.

Il primo volume, Il donatore, è semplicemente splendido. Il protagonista, ragazzino di dodici anni, vive in una società distopica che ho trovato piuttosto originale e ben costruita, anche se non approfondita. Il romanzo ha una profondità difficile da trovare, è uno di quei testi che insegnano qualcosa in maniera non forzata, perché il valore degli insegnamenti è abbinato a una storia avvincente. Il donatore è l’unico che non mi lascia dubbi sul voto: cinque stelline. Splendido.

La rivincita è invece quello su cui ho avuto più dubbi: la storia è piacevole e ha delle trovate originali, come quella dei nomi, ma dall’inizio alla fine ci si chiede “Ok, ma che c’entra questo libro con il precedente?”. Inoltre si cominciano a notare due difetti ricorrenti dell’autrice: il moralismo che intride le pagine e la tendenza a indugiare su parti di poco conto per poi essere più sbrigativa in punti che avrebbero richiesto maggiori approfondimenti. La rivincita è quindi un libro carino, ma non molto di più, sinceramente. Se fosse stato un romanzo a sé stante, il voto sarebbe stato piuttosto alto. Il problema è che è il secondo volume di una serie, e con il precedente c’entra poco e niente.

Senza rivelarvi troppo ne Il messaggero si ritrovano alcune vecchie conoscenze, lo stacco è quindi meno netto rispetto a quello tra il primo e il secondo volume. Rispetto a La rivincita ho trovato la storia molto più intrigante, anche perché mi sono sentita meno disorientata. Di negativo, senza alcun dubbio, c’è un moralismo ancora più marcato che mi ha lasciata estremamente perplessa in alcuni punti.

Ne Il figlio si ritorna – alleluia! – alla società del primo romanzo. Il libro è infatti diviso in tre parti nette. La prima parte mi è quindi piaciuta in particolar modo per via del ritorno alla distopia. La seconda è piena di difetti, invece. Tanto per cominciare, è tanto tanto lenta. Insomma, per non so quante pagine non succede niente di rilevante. Poi per fortuna alla fine si riprende un po’.

Quanto alla terza parte… Mah, non saprei. L’ho trovata molto sbrigativa, soprattutto nel finale. Però non è neanche pessima.

Preciso una cosa: per me, questa saga non è per bambini, né per ragazzini. Vengono trattate e accennate una serie di tematiche a parer mio più adatte agli adulti. Ne Il figlio, in particolare, si fa riferimento addirittura (e in una singola frase) a pedofilia, violenza sessuale e violenza domestica. Non dico che un bambino non possa capire determinate cose, credo però che dovendo identificare un target ideale della saga, la consiglierei agli adulti.

Ma veniamo al difetto che mi ha fatto storcere il naso dal secondo al quarto libro, lo metto pure in grassetto per evidenziare il concetto: non doveva essere una saga distopica?
Il donatore è un romanzo decisamente distopico e gli elementi fantasy sono estremamente ridotti. Dal secondo in poi la distopia scompare e prevale il fantasy. A me sta anche bene leggere una saga fantasy, adoro il genere, ma mi aspettavo una saga distopica! Invece, nel secondo, terzo e quarto (soprattutto nel quarto) la parte fantasy è marcatissima e quella distopica inesistente. Ho trovato molto approssimativo anche il world building, ci sono una serie di mini-società più adatte a un fantasy che a un distopico (come invece era quella de Il donatore), ognuno ignora l’esistenza degli altri nonostante siano sufficienti un po’ di ore a piedi.

Insomma, la saga mi è piaciuta sotto alcuni aspetti, mi ha delusa molto sotto altri. È uno di quei rarissimi casi in cui mi pento di non aver letto qualche recensione prima dei romanzi, in questo modo avrei saputo di dovermi aspettare un tale sbalzo in fatto di generi.

In definitiva: la consiglio? Mah, alla fine sì, però secondo me è importante sapere che la distopia poi scompare per lasciare il posto al fantasy. Resta una saga carina con un primo volume splendido (potete anche limitarvi a leggere solo quello vedendolo come autoconclusivo), si legge molto in fretta.

Lake

Distopia portami via – Breve analisi delle distopie young adults

11 Set

Sono una di quelle – tante? Poche? – persone che hanno esultato quando è scoppiata la moda della distopia. Conoscevo e amavo già il genere e dal mio punto di vista “moda” significa “più titoli di quel genere disponibili”, il che è un’ottima cosa.

Negli ultimi anni, infatti, i romanzi distopici sono spuntati come funghi.
Passo quindi ad analizzare quelle che considero le cinque serie più famose.
Premetto una cosa: quando critico o elogio un libro, lo faccio sempre nel massimo rispetto dei gusti altrui. Posso elencare una serie di motivi per cui non ho gradito un determinato libro, ma ciò non vuol dire che chi invece l’ha apprezzato sia un cretino. Semplicemente, le stesse cose vengono percepite in maniera diversa e ci sono anche i gusti personali. Quindi, per quanto possa parlare in maniera accesa di un testo, il mio parere non vale certo più del vostro. Ci tengo a questa premessa, perché la mia analisi non ha la pretesa di essere oggettiva.

Hunger Games di Suzanne Collins (libri letti: 3/3)

Trama: Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c’è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Cosa ne penso: Come tutti saprete, questa è la serie che ha fatto scoppiare la moda. I più snob l’hanno definito senza neppure leggerlo come una copia di Battle Royale, probabilmente senza sapere che i giochi mortali non sono certo stati inventati da Takami. Le due opere sono molto diverse e destinate a pubblici diversi. Hunger Games mi ha entusiasmata come pochi altri romanzi in vita mia, ho trovato interessante questo libro sotto tutti i punti di vista: una trama magari non originalissima ma sviluppata in modo nuovo e complesso, personaggi validi, stile adeguato. Li ho divorati tutti e tre in pochi giorni.

Voto complessivo alla saga:

Divergent di Veronica Roth (libri letti: 2/3)

divergent veronica roth

Trama: Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza…

Cosa ne penso: Ho recensito Divergent qui. Tra le varie distopie che andrò a esaminare, Divergent è nettamente il più simile a Hunger Games. Non nel senso di scopiazzato, badate bene, perché l’ho trovato piuttosto originale. È simile come tipo di libro: i risvolti amorosi dipendono dal resto della trama e non viceversa, ha un ritmo incalzante e la protagonista si ritrova spesso in pericolo di vita. Come in Hunger Games, la narrazione è in prima persona al presente e la protagonista ha sedici anni.
Credo che si possano dividere le distopie young adults in due macrocategorie: quelle in cui prevale la parte romance e quelle in cui la parte romance è subordinata al resto della trama. Divergent rientra nettamente nella seconda categoria, ma credo che la storia d’amore tra Tris e Quattro sia una delle più riuscite e profonde, per quanto secondaria rispetto al resto.

Voto parziale:

Starters di Lissa Price (libri letti: 2/2)

starters lissa price

Trama: Los Angeles, tra qualche anno. Callie ha visto morire i suoi genitori quando una terribile pandemia globale ha decimato la popolazione tra i venti e i sessant’anni. Si ritrova così a lottare per la sopravvivenza in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, in cui gli adolescenti combattono per un futuro che non esiste più e gli anziani sognano un passato che non tornerà mai. Con lei, in questa battaglia disperata, solo il fratellino malato Tyler e l’amico di sempre Michael. Determinata a non arrendersi, Callie si rivolge alla Prime Destinations, un’ambigua società di Beverly Hills, che promette facili guadagni ai ragazzi rimasti soli, come lei. Callie sa che dietro la facciata di assoluta rispettabilità della Prime Destinations si nasconde un terribile segreto: la società affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di rivivere emozioni ormai dimenticate. Ma Callie ha bisogno di soldi e accetta. Firma un accordo con la Prime Destinations e si lascia impiantare un neurochip nella testa. Qualcosa però va storto. Callie si risveglia prima del previsto, nel bel mezzo di una vita che non le appartiene. Quella della donna che ha affittato il suo corpo. All’improvviso, è ricca, immensamente ricca. E felice. Possiede una casa in riva al mare, guida un’auto costosissima ed è fidanzata con l’affascinante nipote del senatore. A Callie sembra di vivere in un sogno. Almeno fino al momento in cui scopre di essere intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avrebbe mai immaginato…

Cosa ne penso: La trama di Starters non c’entra molto con Hunger Games. Anzi, hanno molto poco in comune. Eppure, è il libro che ho trovato più simile al “fratello”. Callie è troppo simile a Katniss: ci sono un fratellino a cui badare, personaggio abbastanza anonimo paragonabile alla Prim del primo libro della saga della Collins, un migliore amico storico con cui forse potrebbe esserci qualcosa, proprio come Gale, e soprattutto una ragazzina di cui non ricordo il nome che è la copia spudorata di Rue. Starters è la dimostrazione di come un libro possa essere simile pur avendo una trama completamente diversa. Anche in questo caso, la narrazione è al presente, in prima persona, e la protagonista ha sedici anni. Nonostante questi problemi che me l’hanno fatto sembrare troppo simile a Hunger Games, credo che il secondo libro migliori un po’.
Prima ho parlato di due macrocategorie, credo che Starters sia un ibrido: non è un libro adrenalinico come HG, ma non è neppure una storia in cui prevale la parte romance.

Voto complessivo alla saga:

Delirium di Lauren Oliver (libri letti: 1/3)

delirium lauren oliverDelirium, più di tutti gli altri, appartiene alla categoria dei distopici-prevalentemente-romance. Premetto una cosa: mi ha delusa. Non mi è piaciuto molto. Gli ho dato appena la sufficienza. L’idea dell’amore come malattia è stata sfruttata davvero male, secondo me: Lena accetta troppo in fretta di essere “malata” e c’è poco conflitto. La società è appena accennata e per essere un regime totalitario i cittadini sono troppo poco controllati, nel tempo libero fanno quello che vogliono senza particolari restrizioni (basta vedere il primo “appuntamento” di Lena e Alex: ok, lui è curato, ma lei no! Davvero la legge permette a una non curata di stare con ragazzi curati? Se proprio si vuole evitare il contagio non è più semplice vietare anche quello? No eh?). Insomma, la parte romance sovrasta tutto il resto. Sono molto critica nei confronti di questo libro, mi ha proprio delusa.
Quanto alla narrazione, indovinate un po’? Prima persona, presente. La protagonista ha diciassette anni.

Voto parziale:

 

Matched di Ally Condie (libri letti: 1/3)

matched ally condieAnche Matched è stato recensito, potete trovare la mia recensione qui. In questo libro, tutto gira intorno alla parte romance, ma è la dimostrazione di come ci si possa concentrare sulla parte amorosa senza trascurare il resto: tutto è studiato fin nei minimi dettagli, c’è quindi un ottimo world building, e la storia d’amore è tormentata come piace a me. Credo che la Condie abbia ottime basi storiche e letterarie, ho trovato diverse citazioni ad alcuni classici della letteratura (me le sarò sognate?) e la società è troppo simile ad alcuni regimi totalitari perché sia un caso.
Quanto al tipo di narrazione… Boh, mi sono stufata, è sempre quella. Prima persona. Presente. Diciassette anni.

Voto parziale:

 

L’escluso: The Selection di Kiera Cass (libri letti: 1/3)
Questo libro mi è piaciuto. Non vedo l’ora che esca il secondo, è stata una lettura leggera molto piacevole. Non ne ho parlato, però, perché non lo considero una distopia. Semplice.

E GLI ALTRI?

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I primi titoli che mi vengono in mente: Schegge di me, Unwind, Il giardino degli eterni. Non li ho letti, e non li leggerò. Questo perché troppo spesso le case editrici cominciano delle saghe per poi mollarle lì al loro destino se non hanno successo. La trovo una pratica estremamente scorretta nei confronti dei lettori che quei libri li hanno apprezzati. Suggerirei alle case editrici di risparmiare pubblicando solo i seguiti in ebook, in questo modo non rischierebbero di ritrovarsi i magazzini pieni di roba invenduta e i lettori sarebbero contenti. Da una parte trovo normale e comprensibile puntare sui testi di successo, dall’altra trovo una carognata nei confronti dei lettori il lasciare in sospeso una saga. In conclusione, se volete avvicinarvi al genere, evitate i libri pubblicati tre anni fa di cui non hanno tradotto il seguito, magari.

Lake

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